Visualizzazione post con etichetta Giovanni Ribisi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giovanni Ribisi. Mostra tutti i post

lunedì 26 agosto 2019

Ted - Seth MacFarlane (2012)

(Id.)

Visto in aereo.

Primo lungometraggio di MacFarlane, ovviamente comico, con il piglio che ci si aspetta.
Diciamo subito che il film è divertente (più nella prima parte, molto meno nella seconda) e diverte nelle modalità classiche da "Griffin", ma con trovate nuove o riarrangiate per l'occasione (come la solita scena di lotta paradossale).
Quello che però aggiunge qualcosa a un film, altrimenti, normale è il livello meno evidente di spiegazione del bromance. Pur essendo sotto gli occhi di tutti fin da "Suxbad" solo qui viene reso evidente che il bromance è solo il sintomo più acuto della sindrome di Peter Pan, della sensazione alla "Stand by me" che non avrai mai amici come quelli avuti a 11 anni e, dunque, si cerca di prolungare la (pre)adolescenza fin oltre la mezza età.

Detto ciò, però, vanno sottolineati i difetti. Il calo della seconda parte è sostanzialmente dovuto a una trama fin troppo canonica per un film tutt'altro che normale oltre che per il reiterare situazioni solo per sostenere quella struttura narrativa; inoltre, purtroppo, sempre nella seconda parte la comicità lascia il passo a momenti più enfatici, ma normalizzanti che sminano il potenziale accumulato fino a quel punto e mi hanno fatto chiedere perché avessi cominciato a guardare questo film.

venerdì 4 maggio 2012

The rum diary - Bruce Robinson (2011)

(Id.)

Visto al cinema.

Un giornalista sfigato dall’alto tasso alcoolico viene ingaggiato in un giornale di terz’ordine di Puerto Rico. Li viene contattato da un magnate locale per aiutarlo in una truffa ai danni del patrimonio pubblico; mentre valuta il da farsi il giornale chiude…

Credo che Hutenr Thompson si stia rivoltando nei cieli del Colorado al vedere questa cosa, dedicata a lui e tratta da un suo libro…

Questo film vorrebbe essere una bella confezione in stile ‘60s con dentro amore, lotta di classe, riscatto sociale, anarchia, coolness a spruzzi, ironia anche cattiva (altrimenti come mi si giudica i discorsi di Hitler?) e momenti lisergici alla “Paura e delirio aLas Vegas”… ecco, vorrebbe essere tutto questo insieme e ben mescolato… ovviamente non centra nessun obbiettivo; troppo impegnato a fare tutto per riuscire a centrare le parti più banali (la storia d’amore ed il riscatto), troppo pettinato per avvicinarsi al film di Gilliam e troppo ben vestito e curato per avvicinarsi alle opere di Thompson…
Sbaglia tutto, ma addirittura Robinson non riesce ad utilizzare a dovere quel poco di buono che ha, come le location ben fatte o il cast piuttosto in parte (più che Depp, ormai abbonato a fare certe parti a tal punto da non metterci più interesse, si spreca di brutto Ribisi e Rispoli).
Un vero fallimento, estremamente noioso.

sabato 13 marzo 2010

Avatar - James Cameron (2009)

(Id.)

Visto al cinema, in 3D.

Dopo mesi riesco finalmente a vederlo; e mi tocca dirlo, è un bel film. Un gran bel film.

Prima cosa di cui parlare, la storia. La storia è quello che è, banale, abusata, americanissima. E' Pochaontas su un altro pianeta. I cattivi sono cattivissimi, i buoni strafighi e hippeggianti, il minerale che gli uomini cercano giusto sotto l'alberocasa dei Na'vi, il protagonista cavalcherà l'uccellone arancione ecc... tutto è prevedibile, com'è prevedibile che alla fine il bene trionfi. Eppure nella sua banalità, che disprezzo, Cameron riesce in una cosa che non è facilissima, riesce a farmi tifare per i buoni. Quando alla fine il cattivissimo boss finale viene eliminato, ci si sente sollevati; per tutta la battaglia precedente si rimane li a trattenere il fiato perchè le cose non vanno benissimo, e si fa il tifo per i protagonisti positivi. Questa è una cosa che a me non capita spesso, al momento mi viene in mente solo "La casa dei 1000 corpi" di quel mezzo genio di Zombie che mi abbia costretto ad una cosa del genere. Onore al merito.
Poi magari io sono un po di parte perchè amo tutto ciò che ha un martirio o un uniamoci-tutti-insieme-contro-i-cattivi-che-cono-tanto-più-forti-di-noi-anche-se-siamo-consci-che-non-torneremo-a-casa-per-cena-stasera, che è un pò un martirio di massa... e comunque sto film li ha tutti qusti elementi.

Seconda cosa gli effetti speciali. Il perfmormance capture è veramente ad un livello inimmaginabile. Impossibile da capire solo dal trailer visto in tv che mi aveva fatto perdere le speranze. E invece siamo davanti ad un uso del CGI che al confronto con quento fatto finora è come un'opera del Bernini di fronte all'arte classica greca. Ok, quando gli esseri umani sono affiancati a quelli in digitale la differenza si vede, ma pur sempre di scultura stiamo parlando.
Ogni tratto, ogni espressione, ogni vena, anche la trama della pelle o la pressione degli oggetti è resa da dio.

Infine il 3D. Qui non siamo davanti alle 3 dimensioni viste finora. Cameron non usa giochetti da fiera di paese come far volare oggetti verso lo spettatore. Usa invece le profondità di campo, i diversi piani di ripresa e crea un ambiente decisamente realistico senza che l'effetto 3D divenga invisibile dopo pochi minuti (come mi era successo con "Up"). Il 3D c'è, si vede, e si nota per tutto il film; rende il film decisamente diverso da come potrebbe esserlo in sole 2 dimensioni; però ancora non aggiunge nulla al linguaggio cinematografico. E' un pò come i primi film sonori, in cui applicavano la musica di sottofondo; l'effetto era decisamente sorprendente, ma non aggiungeva nulla al già noto... poi è arrivato "M"...

In definitiva un ottimo film, in cui Cameron vince su tutta la linea. Ora, chi farà film, dovrà basarsi su questo per non risultare scadente... per il 3D aspettiamo invece che nasca un nuovo Lang.

lunedì 16 novembre 2009

Nemico pubblico - Michael Mann (2009)

(Public enemies)

Visto al cinema.

Una storia lineare, un film su una semplice caccia al ladro senza uno scontro tra menti, diviene nelle mani di Mann un esempio di cinema alto; anche grazie all'ottimo cast, ovviamente.
La fotografia è pulitissima, le luci splendide ed il realismo delle immagini adattissimo a raccontare questa storia, Mann poi osa mettendo la telecamera ovunque ci sia spazio sufficiente, senza temere le inquadrature impossibili. Ovviamente tutto questo è possibile grazie all'utilizzo del digitale, che permette immagini mai così realistiche, a livello di quelle dei telegiornali, senza dover rinunciare alla cura cinematografica. Mann si pone una spanna al di sopra del cinema odierno e mette metri di distanza tra lui e chiunque altro faccia film d'azione oggi... solo un'appunto, a me personalmente la camera a mano tutta sobbalzi mi ha un po stancato, ma per stavolta posso fare finta di niente.

Inutile dire che Depp fa una grande prestazione, la fa sempre, e stavolta che il film è pure serio c'è rischio che scappi un oscar. Assolutamente di livello anche tutto il resto del cast. Un'ottimo film.