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venerdì 23 ottobre 2015

Strafumati - David Gordon Green (2008)

(Pineapple express)

Visto in Dvx.

Un ragazzo (?) assiste per caso ad un omicidio, si rifugia nella casa del suo pusher... purtroppo gli assassini l'hanno notato e hanno notato la cicca di canna lasciata cadere per terra riconoscono da dove viene. Si metteranno all'inseguimento dell'uomo e del pusher.

Film sceneggiato dal solito Apatow e, per la prima volta insieme (credo), con la coppia Rogen/Franco. Ovviamente è un film in linea con gli altri del suo sceneggiatore. Un bromance in piena regola con la storia d'amore/amicizia virile che nasce tra due sconosciuti, si interrompe per un'incomprensione, si ricostruisce con il sacrificio di uno dei due. Poi ovviamente c'è la comicità, dal ritmo e dal tono a cui siamo stati abituati.... tuttavia stavolta mi è sembrata meno efficace (il film è una commedia sempre su di giri, ma non un vero e proprio film comico) e più tesa a mantenere un ritmo più che a far esplodere dalle risate (tranne nel personaggio di McBride che è la perfetta spalla comica).
Quello che però vince è la costruzione di una commedia degna di questo nome; ma soprattutto la perfetta embricatura fra commedia demenziale e action. E qui c'è la vera idea geniale, non si gioca sul comico, ma sull'azione raggiungendo livelli perfetti degni di de la Iglesias (con tanti soldi).

PS: inoltre è davvero bravissimo James Franco, impeccabile nella veste del fattone.

lunedì 2 dicembre 2013

Machete kills - Robert Rodriguez (2013)

(Id.)

Visto al cinema.

Come già in molti hanno sottolineato, l’idea di una serie di film come Machete è giustissima, un po per Danny Trejo che si merita tutte le limonate che la trama gli concede, un po’ perché una parodia di quel cinema anni ’70 che già si prendeva poco sul serio può essere una gran cosa.
Purtroppo sembra che Rodríguez non sia interessato a fare un buon film. Il primo capitolo (quello raffazzonato sulle immagini presente nel falso trailer) l’ha lasciato a qualcun altro con un risultato al di sotto delle (mie) aspettative; per questo secondo capitolo si mette in campo direttamente, ma solo per ottenere un risultato di molto inferiore.
Certo ha 2.000 idee; caricature di topos anni ’70, mix di trashate e trovate che alzino il limite della decenza e in più ricicla pure qualche cosa dai suoi film precedenti. In tutto questo però ci mette tutta la svogliatezza possibile, accumula dee cazzare senza legarlo, motivarle o farle per bene, ci mette qualche lunga sequenza di spiegazioni enorme e lenta; decide ad un ceto punto che val la pena cambiare genere e ci infila un finale sci-fi tanto pretestuoso quanto assurdo e confeziona un prodotto che quelli della Asylum rifiuterebbero (loro fanno cagate perché i mezzi e/o tempi sono limitati; Rodriguez fa cagate perché è rimasto un ragazzino delle medie che ride quando sente dire la parola “tette”; e i più non c’ha voglia).
Mette insieme una carrellata di personaggi che riduce a soprammobili dando a tutti 3 minuti di scene (i più fortunati hanno pure una battuta) e poi li fa scomparire (qualche volta motivandone la scomparsa).
Vuole fare tutto, ma non vuole impegnarsi, vuole ottenere un film grandioso ma poi anche il CGI che mette in campo è a tirar via (non è che utilizzando effetti speciali squallidi dai l’idea degli anni ’70, ma dai solo un’idea di sciatteria), le scene d’azione… non ne ricordo una meritevole… beh a questo punto fai anche a meno di cominciare a girare.
Che poi quello che più da fastidio è che volendo le basi per ottenere qualcosa c’erano. Il personaggio del camaleonte era buono, l’idea di fare una sorta di “Fuga da New York” in Messico è molto buona, un cast notevole (Mel Gibson! E poi una Lady Gaga che meritava più minutaggio e un Banderas nel suo miglior personaggio da anni a questa parte) e poi Danny Trejo che da solo porta già in un clima anni ‘70 da far paura. Ecco, hai tutto questo e poi decidi di buttarla in caciare perché oggi sei stanco e comunque se dici “tette” poi si ride tutti assieme…

venerdì 4 maggio 2012

The rum diary - Bruce Robinson (2011)

(Id.)

Visto al cinema.

Un giornalista sfigato dall’alto tasso alcoolico viene ingaggiato in un giornale di terz’ordine di Puerto Rico. Li viene contattato da un magnate locale per aiutarlo in una truffa ai danni del patrimonio pubblico; mentre valuta il da farsi il giornale chiude…

Credo che Hutenr Thompson si stia rivoltando nei cieli del Colorado al vedere questa cosa, dedicata a lui e tratta da un suo libro…

Questo film vorrebbe essere una bella confezione in stile ‘60s con dentro amore, lotta di classe, riscatto sociale, anarchia, coolness a spruzzi, ironia anche cattiva (altrimenti come mi si giudica i discorsi di Hitler?) e momenti lisergici alla “Paura e delirio aLas Vegas”… ecco, vorrebbe essere tutto questo insieme e ben mescolato… ovviamente non centra nessun obbiettivo; troppo impegnato a fare tutto per riuscire a centrare le parti più banali (la storia d’amore ed il riscatto), troppo pettinato per avvicinarsi al film di Gilliam e troppo ben vestito e curato per avvicinarsi alle opere di Thompson…
Sbaglia tutto, ma addirittura Robinson non riesce ad utilizzare a dovere quel poco di buono che ha, come le location ben fatte o il cast piuttosto in parte (più che Depp, ormai abbonato a fare certe parti a tal punto da non metterci più interesse, si spreca di brutto Ribisi e Rispoli).
Un vero fallimento, estremamente noioso.