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mercoledì 31 gennaio 2018

Schiava del male - Jacques Tourneur (1944)

(Experiment perilous)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Uno psichiatra rimane invischiato in un ambiguo dramma famigliare; mentre studia la follia della moglie ne rimane innamorato e presto, comincerà a dubitare su chi sia il folle, a meno che lui stesso non stia scivolando verso la pazzia.

Adattamento dell'ennesimo romanzo thrilling, costruito sulla falsariga dell'eterno "Rebecca"; uscito lo stesso anno di "Angoscia" (con cui condivide l'ambientazione storica), rimane a tutti gli effetti un film di serie B che sfrutta la scia di altri più quotati.
Alla regia l'ottimo (di solito) Tourneur fa di tutto con i soliti elementi; un'ambientazione quasi solo notturna, giochi di ombre e luce e una messa in scena della casa di famiglia barocca, misteriosa e soffocante come la psicologia dei suoi abitanti.
Al di là di questi tentativi ben congegnati, però, la tensione latita. Il film è costruito con fiacchi flashback che non danno ritmo alla vicenda; le ambiguità che la storia offre vengono rapidamente eliminate mostrando fin da subito il colpevole e, in aggiunta, la statica recitazione di Brent e Lukas (la Lamarr si salva con una recitazione sottomessa e sussurrata come il suo personaggio) che tende solo a rallentare un treno già fermo.

In definitiva un versione fiacca di un genere di moda trattata con stile da un Tourneur troppo sfiancato.

mercoledì 4 ottobre 2017

Infedeltà - William Wyler (1936)

(Dodsworth)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Ricco americano decide, a malincuore, di andare in pensione e, con la moglie, parte per un lungo viaggio in Europa. Purtroppo la moglie, ora che può vedere il mondo e conoscere persone colte e raffinate (buffa e luogocomunista contrapposizione con gli USA) sente di meritare di più e comincia a flirtare come non ci fosse un domani. Fra litigi, separazioni oceaniche, ricongiungimenti e rispettivi innamoramenti con promesse di matrimonio la coppia scoppierà in maniera definitiva.

Interessante film che disserta a lungo sulla distruzione di una coppia che, con un certo coraggio, non concede nulla alla commedia e opta per dei protagonisti di mezza età per un argomento che ai giorni nostri potrebbe avere appeal solo se fossero dei giovani. In questo senso rimane una mosca bianca nel cinema che, forse, meriterebbe essere riscoperto. Anzi, meriterebbe maggiore attenzione anche per la conclusione; ovvio che l'amore dovrà trionfare, ma non riesce ad avere quel piglio consolatorio che hanno i drammi sentimentali contemporanei; dell'amaro rimane sempre.
Purtroppo le dissezioni hanno due problemi in pectore, quello di scadere nella didascalia e quelle di troppo nello specifico o nel ripetitivo. Il didascalismo non è di questo film, messo in mano a persone competenti nello sceneggiare suggerendo molto; il dettaglio, invece, ma soprattutto la ripetitività ci sono eccome, arrivando dopo la metà del film a far deragliare il ritmo. Peccato.

Affascinanti le location ricostruite con alcuni scorci potenti (Oscar per la scenografia), si pregia di una regia gradevole che si impegna, invisibile, a mettere in piedi alcune costruzioni sceniche. Niente di enorme, ma Wyler si prende anche la briga di costruire un finale che merita di essere ricordato con l'ultimo litigio fra i coniugi in mezzo alla folla che aumenta e l'urlo di lei smorzato dalla sirena della nave in partenza.

Dopo aver visto "Holiday", "L'orribile verità" e anche questo film, credo che l'opinione di Woody Allen sulle relazioni di coppia derivi dai melò anni '30.

venerdì 31 marzo 2017

Piccole donne - George Cukor (1933)

(Little women)

Visto in DVD, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Una famiglia composta dalla madre e dalle quattro figlie (il padre sta combattendo la guerra di secessione) dovrà affrontale l'amore, l'amicizia, la malattia e la povertà, ma lo farà rimanendo sempre unita e amorevole.
Il semplice concetto che sta alla base del libro originario mi da l'orticaria, pertanto ho guardato questo film solo per i nomi in elenco e perché sull'internet viene considerato la versione cinematografica migliore.
Per come immagino il libro direi che il film rispecchia le aspettative: un film zuccheroso e scaldacuore dallo svolgimento lasso e scontato. La sceneggiatura si completa di alcuni scambi di battute che farebbero arrossire chiunque e imbarazzano lo spettatore.
D'altra parte siamo nell'epoca d'oro di Hollywood e la costante minima garantita viene rispettata con una messa in scena curatissima e molto bella e una fotografia di livello.
Il cast è ottimo, con una Hepburn sopra le righe che vince per vitalità più che per credibilità, ma illumina ogni scena in cui compare (nonostante sia proprio lei ad avere alcune delle battute più peregrine e alcuni dei momenti più stucchevoli).
Da dietro la macchina d apresa Cukor si muove senza enfasi, soccombendo alla trama e a un ritmo rilassato.
Di fatto trovo che questo film sia solo per completisti del regista o della protagonista (che riesce comunque a uscirne bene)

lunedì 10 febbraio 2014

La signora scompare - Alfred Hitchcock (1938)

(The lady vanishes)

Visto qui.

Una ragazza conosce sul treno che la riporta in Inghilterra da un paese straniero un'anziana signora. Durante il viaggio la lady del titolo (spoiler alert) scompare... Inizierà una ricerca ossessiva dato che nessuno sembra averla notata.

Un film che è di fatto una commedia in un ambiente giallo, unico momento senza gag è la sparatoria finale; per il resto i personaggi sono macchiette divertenti, il rapporto fra i due protagonisti è una commedia dei sessi all'acqua di rose ed il ritmo è quello di una commedia sofisticata con una vecchia che scompare.
Però c'è Hitchcock.

In primo luogo per tutto il film nessuno è quello che sembra, senza spoilerare voglio citare solo i due gentiluomini inglesi che fin dall'inizio sembrano ossessionati dall'idea di avere notizie da Londra e, dato il momento storico, sembra evidente che cosa cerchino di sapere, invece...
Inoltre Hitch ci da dentro con un film realizzato per tre quarti negli angusti spazi di un treno, dove deve dare sfogo a lunghe scene di chiacchericcio, qualche colluttazione e almeno un momento puramente suo (quello dei bicchieri avvelenati con l'inquadratura che li mostra sempre in primo piano). Se ciò non fosse sufficiente c'è pure un incipit da manuale con una lunga carrellata che mostra una valanga che blocca un treno, l'ingresso d'un hotel e un mucchio di gente accalcata all'interno; non viene detta una parola, ma è chiarissimo cos'è successo.
Solo un ritmo leggermente troppo lento per i giorni attuali lo smascherano come un film degli anni '30 (ma potrebbe essere anche degli anni '50), per il resto appare sostanzialmente al passo.

Personalmente considero questo il miglior film inglese di Hitchcock... anche se devo confessare di non aver mai visto Sabotaggio.

Il film ottenne un remake (con Angela Lansbury) che in base ai miei offuscati ricordi sembrerebbe ricalcare fedelmente l'originale.