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venerdì 25 novembre 2016

L'avventura di Teri - William Dieterle (1932)

(Jewel robbery)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Una donna viene sedotta (si fa sedurre) da un ladro gentiluomo che con incredibile eleganza e charme rapina la gioielleria dove lei si sta facendo comprare un costoso anello dal marito. Ovviamente neanche lui sarà completamente immune al fascino di lei e la cercherà a casa sua.

Commedia sentimentale upper class pre codice Hays... come si può ben notare per gli ammiccamenti sessuali e il riferimento più che evidente per la marijuana.

Io ho indubbiamente una passione per i personaggi british che siano uomini o donne, tuttavia credo di non esagerare nel dire che Powell è strepitoso e nelle vesti del ladro gentiluomo potrebbe anche battere un Niven qualunque.

Regia dinamica, rimane sul pezzo e cerca di non farsi notare, ma quando viene lasciata libera si sfoga con controcampi di profilo o piccoli piani sequenza. Le dinamiche però sono piuttosto ingessate con lunghe sequenze ambientate negli stessi locali a tirare di lungo, quando per seguire il dinamismo dei dialoghi e dei personaggi avrebbero dovuto essere più snelle.
La storia in sé non è originale, ma si risolve alla svelta con un minutaggio minimo. In definitiva però l'intero film (e l'intera regia) però si basa moltissimo sui volti, sui corpi, i movimenti e le smorfie degli attori, e come detto, non sbaglia.

Un un film impeccabile, ma sicuramente efficace.

lunedì 22 aprile 2013

Io sono un evaso - Mervyn LeRoy (1932)

(I am a fugitive from a chain gang)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Grande depressione, un uomo (Paul Muni), uno dei tanti lasciati a piedi dalla crisi, rimane coinvolto in una rapina e viene considerato colpevole (bisogna ammettere che un paio di prove le aveva contro) e condannato ai lavori forzati. Inizia a questo punto la prima parte del film con una descrizione meticolosa della durissima vita nelle carceri e con essa la descrizione della voglia di libertà dei detenuti. Da questa voglia Muni riesce a trarne il meglio, una via di fuga, riesce a scappare dal carcere e rifugiarsi in un altro stato, dove troverà una nuova identità, l’amore, il rispetto della società e la fama. Il passato però torna sempre e Muni patteggia una lieve pena detentiva se si costituisce nuovamente, a malincuore cede, ora cittadino onesto e stimato, per poter pulire completamente il proprio passato. Una volta in carcere però la fine della pene viene costantemente prorogata nonostante i tentativi di farla finire subito… Muni si vedrà costretto a d evadere nuovamente, ma ormai la sua identità, la sua faccia, sono conosciute e la sua vita sarà rovinata per sempre.

Solidissimo film carcerario diretto da un LeRoy che sembra bruciato dal fuoco della denuncia sociale, tanto rimarca le condizioni dei carcerati e si muove con fare sicura fra i vari genere che il film incontra. Certo la trama non è scevra di qualche ipocrisia all'americana (il self made man che se lasciato libero di mostrare le proprie capacità dimostra d’essere degno di pubblica stima e d’essere un uomo buono), ma che tutto sommato relega queste regole in un ambito piuttosto limitato e si dibatte soprattutto per far uscire il dramma della situazione.

Poi c’è Paul Muni… Paul Muni è uno dei vari attori che mi infastidisce a pelle, non c’è un motivo, ma la sua faccia mi irrita… eppure ogni volta che lo vedo dopo pochi minuti dimentico il disturbo che mi provoca e rimango catturato dal personaggio; e anche stavolta non è andata diversamente; inutile dire quindi che Muni, sulla scena, è un gigantesco performer.

Complessivamente il film può risultare un poco stucchevole, ma se ci si lascia coinvolgere dalla vicenda, non si può rimanere inerti. Se si arrivo poi alla scena finale non si può non rimanere estasiati; incredibile come diventi d’antologia del cinema una sequenza di una semplicità imbarazzante con un Paul Muni con il viso stravolto che arretra lentamente venendo inghiottito dalle tenebre dicendo soltanto “I steal”. Un film riassunto tutto in una dissolvenza. Bellissimo.