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venerdì 25 novembre 2016

L'avventura di Teri - William Dieterle (1932)

(Jewel robbery)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Una donna viene sedotta (si fa sedurre) da un ladro gentiluomo che con incredibile eleganza e charme rapina la gioielleria dove lei si sta facendo comprare un costoso anello dal marito. Ovviamente neanche lui sarà completamente immune al fascino di lei e la cercherà a casa sua.

Commedia sentimentale upper class pre codice Hays... come si può ben notare per gli ammiccamenti sessuali e il riferimento più che evidente per la marijuana.

Io ho indubbiamente una passione per i personaggi british che siano uomini o donne, tuttavia credo di non esagerare nel dire che Powell è strepitoso e nelle vesti del ladro gentiluomo potrebbe anche battere un Niven qualunque.

Regia dinamica, rimane sul pezzo e cerca di non farsi notare, ma quando viene lasciata libera si sfoga con controcampi di profilo o piccoli piani sequenza. Le dinamiche però sono piuttosto ingessate con lunghe sequenze ambientate negli stessi locali a tirare di lungo, quando per seguire il dinamismo dei dialoghi e dei personaggi avrebbero dovuto essere più snelle.
La storia in sé non è originale, ma si risolve alla svelta con un minutaggio minimo. In definitiva però l'intero film (e l'intera regia) però si basa moltissimo sui volti, sui corpi, i movimenti e le smorfie degli attori, e come detto, non sbaglia.

Un un film impeccabile, ma sicuramente efficace.

martedì 29 dicembre 2009

Mancia competente - Ernst Lubitsch (1932)

(Trouble in paradise)

Visto in VHS registrato dalla tv.

Quanti film ha fatto Lubitsch nel 1932?!!!
Beh comunque sia, questo è il film più tecnicnicamente ben fatto che abbia visto; il regista muove le macchine come vuole, suggerisce con le immagini senza dire mai (il codice Hays non era ancora entrato in vigore), cambia registro e tono al film in due battute. Veramente notevole.
Un insieme di personaggi simpatici, anche quelli secondari e meno delineati hanno il loro momento, e Lubitsch è li ad asservirsi al movimento della scena per inquadrare il necessario.
Se fino a pochi giorni fa snobbavo il regista tedesco, e schifavo la commedia sofisticata, ora non posso che ammettere la grandezza di Lubitsch e la bellezza di questo tipo di cinema ancora attuale e alla portata di tutti; questo film soprattutto non ha perso nulla neppure dopo ottant'anni.

PS: mentre il titolo originale ha un senso, mi sfugge completamente il significato di quello italiano.