(Jewel robbery)
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Una donna viene sedotta (si fa sedurre) da un ladro gentiluomo che con incredibile eleganza e charme rapina la gioielleria dove lei si sta facendo comprare un costoso anello dal marito. Ovviamente neanche lui sarà completamente immune al fascino di lei e la cercherà a casa sua.
Commedia sentimentale upper class pre codice Hays... come si può ben notare per gli ammiccamenti sessuali e il riferimento più che evidente per la marijuana.
Io ho indubbiamente una passione per i personaggi british che siano uomini o donne, tuttavia credo di non esagerare nel dire che Powell è strepitoso e nelle vesti del ladro gentiluomo potrebbe anche battere un Niven qualunque.
Regia dinamica, rimane sul pezzo e cerca di non farsi notare, ma quando viene lasciata libera si sfoga con controcampi di profilo o piccoli piani sequenza. Le dinamiche però sono piuttosto ingessate con lunghe sequenze ambientate negli stessi locali a tirare di lungo, quando per seguire il dinamismo dei dialoghi e dei personaggi avrebbero dovuto essere più snelle.
La storia in sé non è originale, ma si risolve alla svelta con un minutaggio minimo. In definitiva però l'intero film (e l'intera regia) però si basa moltissimo sui volti, sui corpi, i movimenti e le smorfie degli attori, e come detto, non sbaglia.
Un un film impeccabile, ma sicuramente efficace.
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venerdì 25 novembre 2016
martedì 29 dicembre 2009
Mancia competente - Ernst Lubitsch (1932)
(Trouble in paradise)
Visto in VHS registrato dalla tv.
Quanti film ha fatto Lubitsch nel 1932?!!!
Beh comunque sia, questo è il film più tecnicnicamente ben fatto che abbia visto; il regista muove le macchine come vuole, suggerisce con le immagini senza dire mai (il codice Hays non era ancora entrato in vigore), cambia registro e tono al film in due battute. Veramente notevole.
Un insieme di personaggi simpatici, anche quelli secondari e meno delineati hanno il loro momento, e Lubitsch è li ad asservirsi al movimento della scena per inquadrare il necessario.
Se fino a pochi giorni fa snobbavo il regista tedesco, e schifavo la commedia sofisticata, ora non posso che ammettere la grandezza di Lubitsch e la bellezza di questo tipo di cinema ancora attuale e alla portata di tutti; questo film soprattutto non ha perso nulla neppure dopo ottant'anni.
PS: mentre il titolo originale ha un senso, mi sfugge completamente il significato di quello italiano.
Visto in VHS registrato dalla tv.
Quanti film ha fatto Lubitsch nel 1932?!!!
Beh comunque sia, questo è il film più tecnicnicamente ben fatto che abbia visto; il regista muove le macchine come vuole, suggerisce con le immagini senza dire mai (il codice Hays non era ancora entrato in vigore), cambia registro e tono al film in due battute. Veramente notevole.
Un insieme di personaggi simpatici, anche quelli secondari e meno delineati hanno il loro momento, e Lubitsch è li ad asservirsi al movimento della scena per inquadrare il necessario.
Se fino a pochi giorni fa snobbavo il regista tedesco, e schifavo la commedia sofisticata, ora non posso che ammettere la grandezza di Lubitsch e la bellezza di questo tipo di cinema ancora attuale e alla portata di tutti; questo film soprattutto non ha perso nulla neppure dopo ottant'anni.
PS: mentre il titolo originale ha un senso, mi sfugge completamente il significato di quello italiano.
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