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lunedì 17 settembre 2018

La donna del giorno - Jack Conway (1936)

(Libeled lady)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Un giornale diffama "accidentalmente" la figlia di un ricco americano che è deciso a fargli una causa milionaria. Il giornale si affida a un loro ex dipendente, perché seduca la giovane ragazza e faccia fare loro un falso scoop contro la famiglia. Ovviamente i due si innamoreranno davvero, ma di mezzo ci finisce pure un'altra donna.

Spigliata commedia upper class dai ritmi sostenuti e dalla trama tra l'implausibile e il magnificamente stupido, che però regge perfettamente.
Senza guizzi di regia particolare, il meccanismo funziona appoggiandosi totalmente sulla forza die suoi interpreti, soprattutto sull'ottimo Powell (scelta ovvia per quella parte) che, nonostante qualche momento svogliato, si porta a casa un lavoro ben fatto; Tracy invece, dopo un incipit tutto suo, passa in un deciso secondo piano dove viene piuttosto svilito; le due comprimarie femminili (la Harlow e, in misura minore, la Loy) rimangono anch'esse sullo sfondo come pezzi utili alla vicenda senza avere però un vero e proprio spazio personale.

Senza mai picchi eccezionali, ma con qualche risata strappata nonostante l'età che ha, questa è la classica commedia degli equivoci della Hollywood dell'epoca d'ora.

lunedì 16 ottobre 2017

Il paradiso delle fanciulle - Robert Z. Leonard (1936)

(The Great Ziegfeld)

Visto in DVD, in lingua originale sottotitolato in inglese.

La vita di Florenz Ziegfield che da imbonitore da fiera riesce a scalare il successo fino a diventare un produttore di Broadway con 4 film in cartellone; purtroppo il suo genio produttivo, viene rallentato da un disperato amore per le donne (tutte) e per un'incredibile capacità nel perdere soldi (tutti).

Tre ore di film su uno sconosciuto (da noi) produttore teatrale e non annoiarsi?! Evidentemente c'è qualcuno che ci sa fare in questo film.
DI fatto il film risulta essere una strepitosa commedia, estremamente gustosa e molto holywoodiana (nel senso buono del termine) per tuta la prima parte; con una carrellata di personaggi, sicuramente stereotipati, ma raccontati bessimo; anche grazie a uno dei casting migliori di sempre. Nella seconda parte il film indubbiamente perde dei colpi; qui il romance e il melò (e anche un po di dramma) pretendono più spazio, a scapito del ritmo.
Complessivamente il film viene gestito come un'opera di Broadway; con una ouverture, un interludio e una exit music; e in aggiunta una serie di spettacoli teatrali titanici, mostrati in toto, che danno perfettamente il senso delle opere di Ziegfield, riuscendo anche a risultare le sequenze meglio gestite in termini di regia, più originali e dalla macchina da presa acrobatica, ma sempre utilitaristica.

Come dicevo però, gran parte del merito è anche del cast completamente in parte e assolutamente in forma. Innegabile che quasi tutto sia sulle spalle di un Powell splendido (la parte del signorile paraculo sembra essere stata inventata per lui e nessun altro); in un personaggio macchiettistico è infilata una magnifica Rainer (premio oscar per questo film) che non riesce a non esagerare nelle scene più importanti (la telefonata delle congratulazioni per il matrimonio), ma in tutte le altre sequenze rende perfettamente il suo buffo personaggio.

Godibile e realizzato da dio è, anche questo, una chiara rappresentazione di cosa fu capace la Hollywood classica.

venerdì 25 novembre 2016

L'avventura di Teri - William Dieterle (1932)

(Jewel robbery)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Una donna viene sedotta (si fa sedurre) da un ladro gentiluomo che con incredibile eleganza e charme rapina la gioielleria dove lei si sta facendo comprare un costoso anello dal marito. Ovviamente neanche lui sarà completamente immune al fascino di lei e la cercherà a casa sua.

Commedia sentimentale upper class pre codice Hays... come si può ben notare per gli ammiccamenti sessuali e il riferimento più che evidente per la marijuana.

Io ho indubbiamente una passione per i personaggi british che siano uomini o donne, tuttavia credo di non esagerare nel dire che Powell è strepitoso e nelle vesti del ladro gentiluomo potrebbe anche battere un Niven qualunque.

Regia dinamica, rimane sul pezzo e cerca di non farsi notare, ma quando viene lasciata libera si sfoga con controcampi di profilo o piccoli piani sequenza. Le dinamiche però sono piuttosto ingessate con lunghe sequenze ambientate negli stessi locali a tirare di lungo, quando per seguire il dinamismo dei dialoghi e dei personaggi avrebbero dovuto essere più snelle.
La storia in sé non è originale, ma si risolve alla svelta con un minutaggio minimo. In definitiva però l'intero film (e l'intera regia) però si basa moltissimo sui volti, sui corpi, i movimenti e le smorfie degli attori, e come detto, non sbaglia.

Un un film impeccabile, ma sicuramente efficace.

mercoledì 21 ottobre 2015

L'impareggiabile Godfrey - Gregory La Cava (1936)

(My man Godfrey)

Visto in Dvx.

Un senza tetto viene prima pagato per una sfida fra ragazze dell'alta società (una caccia al tesoro in cui l'ultimo "oggetto" da portare per poter vincere è proprio un barbone) e poi viene assunto da una di loro come cameriere. Inserito nella famiglia... a dir poco disfunzionale... riscirà a cavarsela con la calma, il buon senso e l'incredibile fascino che emana. Al termine del film porterà a buon fine un incredibile piano di riscatto sociale.

Gradevolissima commedia anni '30 che senza slanci geniale riesce però a imbastire una storia semplice che regge benissimo la prova del tempo (potrebbero farne un remake domani senza dover modificare nulla). Il vero valore aggiunto però è la costruzione della famiglia che, all'epoca, si sarebbe definita di picchiatelli, uno più divertente dell'altro.
Inoltre è bravissimo Powell nella parte del protagonista, un personaggio che sembra fatto su misura per lui (e potrebbe anche essere così).
Il finale moraleggiante (beh, non solo il finale) non disturba, anzi, in un'epoca di quasi benessere impressiona sempre vedere che qualche autore riesce a esprimere una critica sociale su una fetta dimenticata di popolazione; il tutto con garbo.

Il film (che ho visto in versione italiana con l'aggiunta delle scene tagliate) ha subito non poche tarpature d'ali e, nelle porzioni rimaste, ha dovuto anche sopportare l'addolcimento di molti dialoghi; si impone la visione originale.

Nel 1957 ne venne tratto un remake con un Niven come la miglior scelta di casting possibile.
           

mercoledì 29 settembre 2010

L'uomo ombra - Woodbridge Strong Van Dyke (1934)

(The thin man)

Visto in VHS.

Un ex poliziotto, ora possidente, che con la moglie costituisce una coppia felicemente etilica si ritrova invischiato nella sparizione di un uomo, e suo malgrado sarà costretto a scoprire il colpevole.


Il film è una gradevole commediola giallognola con un simpatico protagonista ben più che avvinazzato, a metà strada tra Philip Marlowe e il tenente Colombo. La cadenza del film è poi quella del giallo classico con la creazione del mistero, la lunga presentazione dei personaggi (con l’ancor più lunga presentazione dei protagonisti, che per fortuna è divertente) e poi la riunione di tutti, pure dei figuranti passati sullo schermo 5 minuti, per lo scioglimento finale; si vede che Aghata Christie non l’hanno proprio copiata, no no.


Film carino per passare qualche mezzora, sostanzialmente innocuo e vagamente assurdo nel finale.