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venerdì 31 maggio 2019

Venere e il professore - Howard Hawks (1948)

(A song is born)

Visto in Dvx.

La donna di un boss cerca la fuga dalla polizia riparandosi in una casa abitata da sette professori di musica che stanno scrivendo la più completa enciclopedia musicale di sempre. Proprio in quel mentre stanno affrontando lo spinoso problema della musica contemporanea che ignorano completamente.

Commediola musicale (ma non è un musical) di Hawks che fa il remake di sé stesso ("Colpo di fulmine", una sorta di versione live action di Biancaneve).
Ne viene fuori una fiacca commedia romantica estremamente scontata, piuttosto fastidiosa e con due protagonisti anemici. La regia di Hawks è decisamente assente e si abbassa ad assecondare questo desolante spettacolino.
Spiace però che venga fuori un film così secondario nonostante il richiamo di nomi così importanti della musica (dove compare un giovanissimo Armstrong) e impreziositi dal cameo in travestimento di Benny Goodman (uno dei professori).
Da vedere solo un paio di numeri musicali; le improvvisazioni con Goodman e la registrazione della storia della musica.

Mi auguro fosse solo un film alimentare.

venerdì 6 novembre 2015

Il mio corpo ti scalderà - Howard Hughes (1943)

(The outlaw)

Visto in Dvx.

La storia di Pat Garrett e Billy the Kid rivisitata per farli diventare due uomini che combattono per un'amicizia distrutta e che verranno a compromessi. Nel mezzo una donna che ama le scollature per tenere desta l'attenzione.

Hughes dirige un western basato su una storia mitica, ma in veste atipica, come una commedia delle parti con un sottotesto omosessuale (l'affetto di Garrett per Doc che scatena tutta la vicenda raggiunge picchi di parossismo che non sembra scaturire dalla semplice amicizia) e un vago disprezzo (o quanto meno fastidio) per la presenza, sessualmente ingombrante, delle donne (beh, della donna).
Da parte sua, alla seconda regia, Hughes muove bene la macchina da presa sui dettagli che gli interessano (l'incipit con la porta dello sceriffo, la partita di poker), usa le ombre per nascondere quello che non può mostrare (la colluttazione nella stalla... e quello che ne segue)... va detto che Hawks aiutò nella regia pur senza accreditamento finale; e direi che è credibilissimo.

Nonostante la ripetitività della trama (è un continuo allontanarsi e riavvicinarsi) e i continui mix di toni (dramma virile, storia d'amore, commedia, western) il film si muove bene e non annoia mai; ma non riesco a non considerarlo ingenuo e superficiale, una sorta di farsa sul genere.              

Titolo italiano che, pur parlando di una sequenza marginale, coglie perfettamente il senso del film che ebbe problemi di censura (da vedere "The aviator" per conoscere la versione scorsesiana della scollatura della Russell).

mercoledì 1 maggio 2013

XX secolo - Howard Hawks (1934)

(Twentieth century)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Un arrogante e vanesio produttore di Broadway scopre e lancia una giovane attrice che presto diverrà sua compagna, il rapporto fra i due diverrà rapidamente burrascoso quando anche lei assumerà la tracotanza di lui. Si lasceranno e questo determinerà il declino del produttore. A distanza di tempo si incontreranno per caso su un treno dove ricominceranno a scontrarsi.

Screwball comedy di Hawks, solitamente maestro del genere. Se il film è complessivamente una commedia simpatica si può dire che i pregi finiscono li. Non ci sono guizzi geniali del regista, non c’è la rapidità o il divertimento immutato di altre sue commedie (“La signora del venerdì” ad esempio), l’ambiente teatrale sembra essere stato preso non solo come location, ma anche per una sceneggiatura più verbosa del solito e per una recitazione particolarmente calcata (anche per una screwball comedy). Direi che il film si lascia vedere con facilità e ci si gode soltanto al simpatia di primari e comprimari (personalmente sono rimasto colpito dalla parte di John Barrymore che io consideravo un compito gentiluomo, ma qui si mette pure ad imitare i cammelli di Babilonia).

giovedì 15 marzo 2012

Gli uomini preferiscono le bionde - Howard Hawks (1953)

(Gentlemen prefer blondes)

Visto in DVD.

Due ballerine del varietà cercano di accasarsi ognuna a modo suo; la Monroe cerca solamente il denaro, la Russell, più romantica cerca altro...
Hawks voleva fare un musical e sceglie quest’opera per poter realizzare il film più esagerato e sgargiante che si possa immaginare. Di fatto le scene musicali sono molto poche e il film è tutto buttato sulle spalle della trama (esile) dei personaggi principali (poco incisivi) e di alcune gag (non tutte divertenti).
Molti i difetti. Le due protagoniste, nelle intenzioni del regista, dovevano essere l’antitesi del sex appeal (e con la Russell ci riesce da dio…) e sembrare una coppia male assortita di bionda scema e mora combattiva, ma risultano entrambe superficiali e senza nerbo, la trama come si è detto è idiota con un picco di imbecillità durante la scena del processo. L’unica parte parzialmente funzionante è la comicità, ma anche in questo ambito sembra esserci stata poca cura e, seppure talvolta si ride, sono più le occasioni perse che non quelle guadagnate (come nella scena del bambino con la Monroe incastrata nell'oblò…nellae mani di Wilder una scena così sarebbe da storia del cinema).
Le canzoni sono invecchiate male, fatto salvo per “Bye bye baby” e “Diamonds are girls best friends” che sono attuali solo perché legate al mito di Marylin Monroe più che alla musica. Le scene musicali sono estremamente cheap e sgargianti, un’accoppiata sbagliata; ma gliene fregava talmente poco a Hawks che le lasciò girare al coreografo.
In definitiva un film più storico che non riuscito.

giovedì 19 maggio 2011

Fiume rosso - Howard Hawks, Arthur Rosson (1948)

(Red river)

Visto in VHS.
John Wayne perde l’amore della sua vita, decide quindi di ripiegare sulle vacche… ma a distanza di anni anche quelle lo tradiscono, e deve vendere la mandria per poter sopravvivere; si fa accompagnare nella missione da un gruppo di uomini e dal figlioccio Monty Clift (un ragazzo che ha allevato anni prima), nel tragitto perde alcuni uomini e altri fuggono, la cosa non gli va giù e diventa sempre più brutale finché i sottoposti non decidono l’ammutinamento… ma un ammutinamento ragionato e condotto da Clift, il ragazzo infatti si preoccupa affinchè gli interessi del patrigno vengano difesi… eppure Wayne sembra non comprendere il suo sforzo e si ripromette di uccidere Clift.

Storia sentimentale in ambientazione western; il film è in realtà una storia di amicizia virile e di rapporto padre/figlio e in quest’ottica la trama funzione e risulta anche piuttosto originale data la contrapposizione tra i due protagonisti positivi; inoltre la storia d’amore che inevitabilmente c’è è utile per introdurre il personaggio femminile che farà da mediatore tra i due. Ovviamente il finale è positivo per tutti, anzi è addirittura stucchevole oltre la media… la cosa decisamente abbassa il livello complessivo del film.

Altro fattore positivo, a mio avviso, è un personaggio originale per Wayne, non proprio negativo, ma egocentrico e megalomane a cui il mondo crolla addosso, l’impero da lui fondato sta morendo e l’unico membro della sua “famiglia” gli volta le spalle; la vendetta appare l’unica possibilità. Si insomma un personaggio originale che però mantiene la fermezza granitica di Wayne.

La regia di Hawks, non proprio memorabile è però quietamente originale ed utilizza alcuni accorgimenti base per rendere migliore la fruibilità (come i primi piani tenuti per la partenza della mandria per renderla dinamica e sottolinearla, oppure la panoramica da Wayne a Wayne per mostrare la vastità della mandria da spostare). Complessivamente un buon lavoro; ben realizzato.

mercoledì 13 aprile 2011

La signora del venerdì - Howard Hawks (1940)

(His girl friday) Visto in DVD. Una giornalista (Russell), ex moglie del suo direttore, decide di mollare tutto per sposarsi con un assicuratore. Il suo ex capo ed ex marito (Grant, che devo ammettere è completamente in parte) farà di tutto per farla desistere; la convincerà in ogni modo (con soldi e ricatti) ad occuparsi di un ultimo articolo su un condannato a morte, farà arrestare più volte il futuro sposo, le rapirà la suocera! Tratto da una piece teatrale (la stessa del successivo “Prima pagina” di Wilder) il film è un quadro ironico su un mondo distrutto dal cinismo, dove tutti fanno qualunque cosa unicamente per interessi personali, o perché sono stupidi, e l’unica che si rende conto di questa cosa farà di tutto per andarsene solo per esserne risucchiata di nuovo. Detto ciò non si pensi che il film sia un dramma, è una commedia a tutti gli effetti, anzi è una delle commedie fondamentali del genere screwball comedy e si pregia del record per il dialogo più lungo e più rapido della storia del cinema, e questa rapidità pervade tutto il film. Battibecchi ben congegnati; gag ironiche più che comiche sulla fisicità dei personaggi (senza mai cadere nello slapstick) e una cura minuziosa nei personaggi di contorno che permette ai principali di sguazzare in un mondo tridimensionale e non in tra comprimari piatti. Hawks firma una regia dinamica il giusto per poter stare dietro alla trama, e ci riesce alla perfezione dall’inizio alla fine. Un film divertente e godibilissimo… anche se io sarò sempre dalla parte di Wilder. PS: il mio amico d’infanzia Wikipedia mi spiega l’assurdo titolo. Evidentemente i titolisti hanno cercato una traduzione letterale del titolo inglese ignorando il fatto che si tratta di un’espressione gergale per dire “ragazza di fiducia”.

mercoledì 6 aprile 2011

Susanna - Howard Hawks (1938)

(Bringing up baby)

Visto in DVD.
Un azzimato archeologo incontrerà una ragazza piuttosto matta che lo invischierà in una serie infinita di guai… e tutto per via di un leopardo.
Classica commedia degli equivoci che punta tutto sull’eccesso. Lui è fin troppo tonto, lei fin troppo svampita, le gag fin troppo sopra le righe e soprattutto durano troppo, ben oltre la sospensione dell’incredulità. Un film comico piuttosto terra terra, eccessivo ed inutile.

Buona l’interpretazione di una giovane e sorprendente Katharine Hepburn, ma da sola non basta a salvare un intero film.

Hawks (anche sceneggiatore… non accreditato, ma pare che lui se li scrivesse sempre i suoi film) non è Lubitsch, e neppure Wilder… e si vede.

PS: è in questo film che vede la luce la cartoonistica scena del crollo dello scheletro di dinosauro dopo anni di lavoro.

mercoledì 26 gennaio 2011

La cosa da un altro mondo - Christian Nyby, Howard Hawks (1951)

(The thing from another world)

Visto in DVD.

Un missione nell’artico scopre un misterioso oggetto che devia le onde magnetiche, nel tentativo di estrarlo dal ghiaccio lo distruggeranno, ma riusciranno a recuperare un umanoide che evidentemente vi soggiornava dentro… peccato non lo distruggano subito perché creerà il caos e donerà la morte.

Diversissimo dal suo remake anni ’80, il film di Hawks è uno splendido film di tensione (più per l’epoca che oggigiorno) in ambito fantascientifico, con un mostro simil-creatura di Frankestein (curiosamente d’origine vegetale) che si vede poco ma crea l’ambiente adatto per uno scontro di personalità. Il film infatti sembra molto più intento a mostrare l’idiozia dei protagonisti (l’interventismo cieco dei militari, l’assurda preferenza per la scienza anziché per la vita dello scienziato, ecc…) piuttosto che lo scontro con l’essere.

Un ottimo film d’epoca che dona ancora qualche emozione, la scoperta della nave incastonata nel ghiaccio è stupenda, e sarebbe ancora migliore se l’esperienza dei 60 anni di cinema che ci separano non spoilerasse il proseguimento del film.

lunedì 12 luglio 2010

Scarface - Howard Hawks (1932)

(Id., in Italia è anche conosciuto come "Lo sfregiato")

Visto in DVD.

Questo è un film che vive sulla fama che si è fatto; assieme a "Nemico pubblico" e "Piccolo Cesare" ha dato il via alla stagione dei fil di gangster stilizzandone il canone; fu, forse, l'ultima goccia che fece traboccare il vaso del senatore Hays; e no ultimo ha creato l'immagine del mafioso che gioca con la moneta come due facce, immagine questa ripresa più volte da cartoni dell'epoca e fil comici.
Il film però, al di la della fama si conferma un'opera magnifica, ispirata alla scalata al potere di Al Capone, presenta un protagonista arrogante e violento, iperprotettivo nei confronti della famiglia e tutto sommato troppo stupido per arrivare vivo fino alla fine del film, disposto a assare su chiunque pur di avere successo o di punire chi gli mette i bastoni fra le ruote (è chiaro che un personaggio del genere ha fatto scuola).
Ma ciò che più colpisce è la regia, al di la del famoso finale più che citato da De Palma con la morte del protagonista sotto la scritta "The world is yours" (comunque stupenda e degnissima fine di un personaggio dall'ego ipertrofico come questo), colpisce soprattutto il piano sequenza iniziale che comincia con l'inquadratura di un lampione, si sposta in un locale a mostrare l'uccisione di un uomo, qui la macchina da presa danza tra i personaggi e le scenografia in maniera impeccabile, mantenendo comunque il vezzo di non mostrare l'uccisione e neppure l'assassino, ma l'ombra di quest'ultimo e il cadavere, in uno dei momenti più belli in assoluto di tutto il film.

PS: e c'è pure un giovane Karloff, che si può desiderare di più?

venerdì 16 aprile 2010

Il grande sonno - Howard Hawks (1946)

(The big sleep)

Visto in DVD, in lingua originale sottotitolato.

Dall'omonimo e intricatissimo romanzo di Chandler viene tirato fuori questo film, che è un pò la summa delle diverse intelligenze che si sono messe a realizzarlo.
In primo luogo c'è Faulkner alla sceneggiatura, ed essendo uno dei migliori scrittori americani riesce a tirare fuori una storia coerente e neppure troppo complicata (se sembra difficile da seguire, assicuro che in confronto al libro questo film sembra un gingerino) da quella esondazione di parole che è l'opera originale (addirittura Chandler non si ritrovava in quella storia, e diceva di non sapere con esattezza neppure lui chi avesse compiuto tutti gli omicidi). Ma non basta, perchè oltre a dargli struttura, crea uno dei film dai dialoghi meglio realizzati di sempre, graffianti, rapidi, sempre a tono, davvero magnifico.
Poi ci sono gli interpreti, Bogart che riesce a recitare, ma non solo, recita pure bene!!! e la Bacall che è assolutamente impeccabile (come dicevano all'epoca, l'unica donna in grado di tenere testa a Bogart). Meglio vederlo in originale, il doppiaggio italiano stona e ammazza metà della recitazione.
E poi c'è Hawks... ad essere sincero io non vedo un suo tocco particolare, una magia nelle sue riprese; certamente è un cultore dei movimenti di macchina, ma per il resto non mi è sembrato nulla di evidente. Però è certamente un ottimo narratore, riuscendo a far scorrere una storia complicata come fosse un giallo di Angela Lansbury.
Già qualche anno prima avevano provato una miscela simile per "Acque del sud", ma la bellezza e la perfezione di questo film non sono neanche paragonabili... e questo con tutti gli elementi al loro posto... questo a dire che i componenti sono fondamentali, ma pure la fortuna non è inutile.