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lunedì 17 settembre 2018

La donna del giorno - Jack Conway (1936)

(Libeled lady)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Un giornale diffama "accidentalmente" la figlia di un ricco americano che è deciso a fargli una causa milionaria. Il giornale si affida a un loro ex dipendente, perché seduca la giovane ragazza e faccia fare loro un falso scoop contro la famiglia. Ovviamente i due si innamoreranno davvero, ma di mezzo ci finisce pure un'altra donna.

Spigliata commedia upper class dai ritmi sostenuti e dalla trama tra l'implausibile e il magnificamente stupido, che però regge perfettamente.
Senza guizzi di regia particolare, il meccanismo funziona appoggiandosi totalmente sulla forza die suoi interpreti, soprattutto sull'ottimo Powell (scelta ovvia per quella parte) che, nonostante qualche momento svogliato, si porta a casa un lavoro ben fatto; Tracy invece, dopo un incipit tutto suo, passa in un deciso secondo piano dove viene piuttosto svilito; le due comprimarie femminili (la Harlow e, in misura minore, la Loy) rimangono anch'esse sullo sfondo come pezzi utili alla vicenda senza avere però un vero e proprio spazio personale.

Senza mai picchi eccezionali, ma con qualche risata strappata nonostante l'età che ha, questa è la classica commedia degli equivoci della Hollywood dell'epoca d'ora.

lunedì 15 maggio 2017

Iron man - Tod Browning (1931)

(Id.)

Visto in Dvx, in lingua orignale.

Un pugile dalla buone capacità, ma dalla scarsa disciplina non riesce a sfondare; affidandosi a un allenatore competente raggiungerà la vetta, ma una volta arrivato si monterà la testa e smetterà di seguire i consigli del mentore (anche quelli, inopportunamente dati, in ambito sentimentale), la disfatta sportiva e sociale è dietro l'angolo.

Mi sembra chiaro non sia un film di supereroi nonostante il titolo più sfigato della storia dopo l'infelice "Frozen" di Green.
Questo è il film di Browning realizzato tra il successo di "Dracula" e la disfatta di "Freaks" e, spiace dirlo, non riesce a essere interessante al pari delle due opere che lo circondano.
Un film in cui la boxe non ha ancora una componente drammatica intrinseca, ma è solo il MacGuffin per azionare la vicenda che rimane un dramma sentimentale con un triangolo amoroso che comprende lui, lei e l'allenatore. Sono state lette diverse sottotracce, soprattutto quella che considera un amore omosessuale fra l'allenatore e il pugile; teoria a mio avviso non completamente aderente, ma che rimane possibile trovandosi in un comodo anno pre codice Hays.

Le seuqenze di pugilato vero e proprio vengono per lo più inquadrate dalla distanza, con un ring in piena luce circondato dalle tenebre dove, gli unici, essere umani sono i due che combattono e l'arbitro; una visione intimistica piuttosto originale, ma che lascia l'estetica fuori dalla porta.
Il cast l'ho trovato imbarazzante, con un Ayres che non ha proprio il fisico per il ruolo e una Harlow al suo minimo storico.

Se la trama ha indubbiamente diversi spunti interessanti (tutte le storie con un tradimento morale sono sempre affascinanti) il ritmo latita spesso e il risultato è incredibilmente scialbo... duole dirlo ( ma prima o poi doveva succedere) è il primo film di Browning che vedo a non lasciarmi nessuno sentimento positivo, nessuno spunto d'interesse. Non è brutto, è inutile.

venerdì 30 dicembre 2016

Argento vivo - Victor Fleming (1933)

(Bombshell)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Una diva hollywoodiana è perseguitata dal suo press agent (...non sono sicuro che fosse un press agent... non sono neanche sicuro di cosa sia... comunque è un tizio che si occupa dell'immagini della diva) che cerca di creare fama e clamore attorno alla donna con scandali e gossip rosa. Sentendosi presa alle strette cercherà di ritirarsi ad una vita più tranquilla, solo nel finale capirà l'interesse per lei del press agent.

Una screwball comedy dal ritmo enorme, ma dai dialoghi esagitati, battute rapidissime con sovrapposizione fra gli attori, urla e grida ad ogni scena, un tentativo di scena madre da commedia ad ogni inquadratura che rende il film piuttosto pesante.
Fuori discussione che le screwball comedy non siano le mie preferite, tuttavia qui l'intento comico è usato in maniera esagerata e riesce ad irritare più di quanto diverta.
All'epoca però fu un successo e lanciò la, relativamente, nuova Harlow.
Interessante più che altro per vedere un film completamente comico diretto da Fleming.

PS: divertente l'inside joke iniziale in cui l'attrice viene costretta rigirare alcune scene di "Red dust" su indicazione dell'ufficio di Hays.

venerdì 5 agosto 2016

Gli angeli dell'inferno - Howard Hughes (1930)

(Hell's angels)

Visto in Dvx, in lingua originale.

Due fratelli, innamorati della stessa donna (che flirta con tutti) si arruolano in aviazione per combattere i tedeschi (occhio alla data di realizzazione del film, è ancora la prima guerra mondiale!), dopo gloriose battaglie saranno candidati (anzi, si offriranno) per una missione suicida, verranno catturati e il loro eroismo sarà posto alle estreme conseguenze.

La storia produttiva è travagliata e piena di tracotanza, ma credo sia abbastanza nota; complessivamente si può riassumere in: Hughes è un tizio pieno di soldi con la passione degli aerei, vuole fare un film sulle battaglie aeree della prima guerra mondiale, ma rimane insoddisfatto dal lavoro quindi si mette dietro la macchina di presa, il tempo di finire il film e il sonoro invade le sale cinematografiche, Hughes non si perde d'animo, caccia fuori altri soldi e rigira tutto quello che deve. Il film viene distribuito ed è un successo.
L'unica nota che mi ha sempre dato un certo rammarico è che il regista ufficiale, prima della discesa in campo di Hughes, era James Whale (fu proprio l'inettitudine di quest'ultimo, secondo Hughes, nelle battaglie aeree che lo convinse a stracciare tutto e ricominciare da capo), di cui cedo rimanga ben poco; peccato perché sarei stato curioso di vedere cosa ne avrebbe tirato fuori.

Al di là di tutto comunque il risultato è assolutamente buono.
La trama piuttosto enfatica è ben utilizzata per veicolare le sequenze aeree e tutto sommato (nonostant eil minutaggio) non è quasi mai pesante.
In effetti però il vero valore aggiunto sono proprio le sequenze volute da Hughes, tecnicamente impressionanti esteticamente perfette fanno impressione ancora oggi (le calme immagini dei bombardamenti, lo zeppelin che esce dalle nubi, sono immagini che non sfigurerebbero in un film contemporaneo) e riescono a essere comunque strettamente legate al dramma messo in scena (si pensi al suicidio dei soldati tedeschi per far perdere peso) con un efficacia da pelle d'oca.
E in tutto questo c'è anche il tempo per un piccolo apologo antimilitarista.

martedì 19 aprile 2011

Pranzo alle otto - George Cukor (1933)

(Dinner at eight)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato. Commedia upper class dal cast all star, film corale ambientato nell'alta borghesia americana, con ex divi ormai sul declino, padri di famiglia malati, amori impossibili e quant'altro. Lo dico, è una sorta di "Grand Hotel", che però prova ad essere divertente.

Come il terribile film di Goulding però non ci riesce. Le piccole problematiche borghesi dei protagonisti non interessano, o risultano troppo stucchevoli oppure sono risolte in maniera risibile (su tutte la reazione della ragazza che apprende della morte dell'amato, sembra che le abbiano detto che le hanno rovinato il visone, ci rimane un po male, ma si riprende subito).
Come dicevo ci prova a divertire, ma non ci riesce quasi mai, di pregevole ci sono solo le scaramucce tra la Harlow e Beery; per il resto il film si trascina con lunghi dialoghi senza nerbo e senza interesse per un'ora e mezza di noia.

Bravo il cast, questo si, ma mi pare pure il minimo.