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lunedì 8 giugno 2015

Avventure di un uomo invisibile - John Carpenter (1992)

(Memoirs of an invisible man)

Visto in tv.

Vittima di un esperimento un uomo diventa invisibile (assieme ai vestiti che indossava al momento dell'esplosione). Sarà difficile l'adattamento con la realtà ed il contatto con le persone, ma le cose si complicheranno perché la CIA si metterà ad inseguirlo nella speranza di convincerlo a diventare un agente.

Periodicamente Carpenter si discosta dall'horror schietto e tenta altri generi; solitamente però non guarda molto alla commedia, ma si accontenta della fantascienza o dell'action. Per carità ad un regista solido come Carpenter si concede sempre il gusto di tentare strade nuove e si perdonano pure le cadute di stile o i flop. Quindi a Carpenter gli posso perdonare di aver fatto questo film.

Il film è una commedia sentimentale con una minima dose d'azione (grazie al cattivo Sam Neill... sempre bravo, ma non particolarmente ispirato) totalmente dimenticabile. Il ritmo regge sempre (almeno i fondamentali ci sono) e da guardare in tv in un pomeriggio annoiato può far passare un'oretta e mezza senza problemi.
Splendidi gli effetti speciali, quelli si encomiabili oltre ogni dire (splendida la scena i n cui l'agente della CIA insegue i pantaloni fantasma o quella in cui Daryl Hannah trucca il volto di Chase o quelle dove si mostrano gli organi interni del protagonista).
Pessimo il protagonista (Chase appunto), attore che non sopporto e che mi chiedo sempre come abbia potuto diventare così tanto famoso all'epoca; a me sembra sempre fuori posto.

Però ci tengo a sottolinearlo di nuovo; Carpenter che gira una commedia sentimentale... con un uomo invisibile, ma pur sempre commedia sentimentale rimane!


lunedì 10 settembre 2012

Fuga da Los Angeles - John Carpenter (1996)

(Escape from L.A.)

Visto in tv.


A 15 anni dal lavoro compiuto aNew York, Jena viene richiamato a fare un favore al presidente; deve ripigliare la figlia fricchettona che gli ha rubato un dispositivo che può annullare tutte le forme di energia in ogni punto della terra. E dov’è fuggita se non nella California che dopo the big one è diventata un’isola dove il regime del presidente degli stati uniti porta gli indesiderati. Ovviamente la figlia del presidente si è subito messa con il capo dei ribelli (che è un novello Che Guevara).

Sostanzialmente un remake del precedente che però Carpenter sfrutta per schiacciare l’acceleratore del grottesco, sfottere pesantemente le manie della west coast (la chirurgia estetica, il surf, la mania per lo sport, ecc…), senza risparmiare colpi alla deriva imperialista made in USA.
Complessivamente, a mio avviso, decisamente migliore del precedente, osa di più e con maggiore efficacia riuscendo in un film figo il giusto e molto compatto. Personalmente non ho apprezzato solo alcune sequenze, come la folle idea di utilizzare i deltaplani…

Cast da urlo che va da Peter Fonda a Pam Grier passando per Bruce Campbell. Manca solo Borgnine e sarebbe un film perfetto.

PS: il film è ambientato nel 2012...

mercoledì 10 agosto 2011

Fog - John Carpenter (1980)

(The fog)

Visto in DVD.

Una cittadina compie un secolo di vita, senza saperlo è stata fondata sul sacrificio di alcuni uomini che ora ritornano accompagnati dalla nebbia per ottenere vendetta.
Film horror di Carpenter estremamente misticheggiante che fonda la storia sul peccato originale e sull’espiazione come mezzo di salvezza (non a caso il personaggio che più di tutti comprende cosa sta succedendo è il prete). Ottimo nell’idea, ben realizzato nella sceneggiatura, ma assolutamente non all’altezza nel senso del ritmo (non fa paura mai).

Tuttavia la realizzazione pratica è buonissima, gli effetti speciali notevoli (compatibilmente con l’epoca) ed il gusto generale sempre adatto e mai eccessivo. Dal canto suo Carpenter sfodera una regia dinamica ma precisa come non ricordo avesse mai avuto determinando quello che stilisticamente è (forse) il suo miglior film.

In definitiva il film intrattiene bene ed è ancora guardabilissimo, ma non in un’ottica di film horror.

PS: qualche anno fa è stato realizzato un remake con Mr Smallville senza i pirati con l’uncino (probabilmente perché sarebbe sembrata una scopiazzatura di “So cosa hai fatto l’estate scorsa”, che a sua volta aveva copiato questo film); il risultato è un film insipido, fatto senza voglia e senza grazia e dalla storia resa anche peggio.




PS: ovviamente quella in sovra impressione non è la locandina originale, ovviamente, ma è di una ingenuità anni 80 che ci starebbe sopra un caminetto in una casa in montagna dove non si va mai.

giovedì 24 marzo 2011

Il signore del male - John Carpenter (1987)

(Prince of darkness)

Visto in VHS.
Ok, la storia non l’ho capita bene bene… certamente c’è il male chiuso in una acquario (una cosa simile comunque) nei sotterranei di una chiesa… che cosa sia questo male non è comprensibilissimo; o è Gesù, che si rivela essere l’emissario di un dio maligno che la chiesa cattolica ha modificato per i suoi scopi; oppure è una sorta di anti-Gesù (un Gesù opposto a quello da tutti conosciuto, che sta a quello come un’anti particella sta alla particella originale nella fisica quantistica) che viene sulla terra per richiamare al di qua dello specchio (fisicamente) un anti-Dio.

Comunque stiano le cose, il prete locale (il sempre ottimo Pleasence) chiama a raccolta una selva di scienziati di varie branche per studiare bene l’affare che tiene in cantina… peccato che mentre sono tutti dentro questo vecchio edificio, l’acquario cominci a prendere vita e richiama a se una serie di barboni/zombi che impediscono l’uscita agli scienziati; e qui Carpenter torna a giocare in casa creando un ottimo film d’assedio.

Allora diciamolo subito, Carpenter crea un horror incredibilmente nichilista (se hai contro di te Dio, hai poco da fare, cioè dai, è onnipotente, come pensi di riuscire a batterlo?) e con il sotterfugio religioso riesce anche ad evitare l’utilizzo del diavolo come antagonista, personaggio questo che nell’horror moderno è ormai usuratissimo. L’atmosfera dunque è buona e quando il film vira verso il genere d’assedio funziona anche a dovere… però c’è poco da fare, la storia è confusa ed esposta malissimo, si risolve in una sequenza finale affascinante ma semplicistica (ok, c’è un sacrificio, ma tecnicamente è stato inutile, poteva evitarselo) e soprattutto viene messa troppa carne al fuoco (vada per l’idea religiosa, ma i sogni che vengono creati da tachioni inviati dal futura per aiutarci mi pare eccessivo, anzi è proprio inutile ai fini del film).

L’idea e le premesse sono ottime, ma non vengono sfruttate a dovere. Peccato sarà per la prossima volta.

PS: nel cast c’è pure Wong (!), il monaco caccoloso de “Il bambino d’oro”!

venerdì 4 marzo 2011

Essi vivono - John Carpenter (1988)

(They live)

Visto in VHS.

Un futuro working class hero entra in possesso di alcuni occhiali che permettono di vedere il mondo reale e viene pertanto a conoscenza del fatto che l’umanità è assoggettata ad una razza di alini (dall’aspetto zombesco) che ci schiavizzano tramite messaggi subliminali tutti inerenti all’ubbidienza e al denaro. Assieme ad un gruppo della resistenza tenterà di renderlo noto al mondo.

Film incredibilmente originale di Carpenter in cui la trama horror/fantascientifica è una sfacciata presa di posizione contro il sistema capitalistico spinto che serpeggia negli USA reganiani.

Dal canto suo la trama non è proprio strutturata da dio, e il protagonista è, in molti momenti, un idiota integrale; tuttavia il film è dirompente, non solo originale, ma ben congegnato nell’idea di base che preannuncia già nei modi e nella forma la teoria del complotto dei rettiliani che va tanto di moda fra noi ggiovani. Un film imprescindibile.

martedì 1 febbraio 2011

Distretto 13: Le brigate della morte - John Carpenter (1976)

(Assault on Precinct 13 )

Visto in VHS.


Nel quartiere più peggiore di Los Angeles un uomo assiste all’assassinio della figlia, immediatamente ammazza l’assassino… che però purtroppo faceva parte della più peggiore banda di fuori di testa del più peggiore quartiere di Los Angeles. Trova rifugio in una centrale di polizia smobilizzata e praticamente vuota, in cui rimangono ancora un neo eletto ispettore, una guardia, due segretarie e un paio di carcerati che stavano venendo trasportati in prigione, ma hanno dovuto fermarsi, proprio li, pensa un po.


Il padre di famiglia, sanguinante e sconvolto non riesce a spiegare agli altri l’accaduto, ma riesce benissimo a trascinarsi dietro tutta la più peggiore banda che mette sotto assedio la stazione della polizia. E qui comincia il film vero e proprio. Nel bel mezzo di una delle città più popolose degli Stati Uniti, una manciata di persone lottano per sopravvivere senza che nessuno se ne renda conto. In inferiorità numerica, senza vie di fuga e con pochissime armi.

Uno dei migliori film d’assedio, costruito con spirito certosino da un Carpenter in stato di grazia, certo, ci mette diversi luoghi comuni nei personaggi, ma ci mette anche abbastanza ironia da farli dimenticare, e costruisce una macchina perfetta in cui tutto è verosimile, anche se eccessivo oltre ogni dire.

Un ottimo film che pecca tantissimo solo nel finale, troppo sbrigativo e troppo happy ending (anche se il body count è decisamente alto) per essere in linea con il resto della storia, ma la strafottenza e l’arroganza del regista ci sono ancora per intero (ad esempio non viene spiegato neppure alla fine perché il carcerato, viene chiamato Napoleone).

lunedì 31 maggio 2010

Halloween: la notte delle streghe - John Carpenter (1978)

(Halloween)

Visto in DVD.

Un pazzo ricoverato in manicomio, che ha un passato da bambino molto cattivo, fugge per ammazare tutti a destra e a manca; il suo medico si mette sulle sue tracce conscio che cercherà di tornare nella sua vecchia abitazione.
Parliamone sinceramente, questo è un film vecchio, o meglio, invecchiato; non fa più paura, no c'è un gusto splatter che tenga accesa l'attenzione e non mostra una trama fenomenale che giustifichi l'assenza delle due caratteristiche precedenti. Si insomma è noioso.
Fermo restando questo punto, il fatto che non è più un gran film, mostra delle caratteristiche positivissime che nel complesso possone essere riassunte con: Carpenter non è l'ultimo degli idioti.
Inutile dire che il piano sequenza iniziale è da manuale, stupendo, assolutamente perfetto e pure col colpo di scena finale (se solo non lo sapessero già tutti), si insomma, una piccola lezione su come dovrebbe cominciare sempre un buon film. C'è anche da concedere un certo senso si incertezza, e una certa dose di costante claustrofobia anche nelle scene in cui Mike Myers non c'è, oppure è dall'altra parte della strada nella casa della vicina. Non c'è mai paura, ma la giusta atmosfera.
Ciò che però più mi ha colpito è che pur essendo questo un film che ha istituzionalizzato gli stilemi del cinema horror così com'è conosciuto oggi, gioca con le aspettative dello spettatore; sembra sempre l'occasione buona perchè Myers compaia a far fuori la sgallettata di turno, eppure non arriva mai. Considerando la cosa dal giusto punto di vista, mi pare quindi che gli epigoni di Carpenter abbiano guardato il dito senza vedere la luna; hanno cioè preso le situazioni di rischio dei personaggi usandole come scene per il massacro, quando invece nelle intenzioni del regista originale erano solo utili per la tensione e per la presa in giro dello spettatore.
Il film lo boccio, ma Carpenter è decisamente promosso.

lunedì 22 marzo 2010

1997: Fuga da New York - John Carpenter (1981)

(Escape from New York)

Visto in DVD.

Piccolo antefatto; visto il titanico numero di crimanili gli Usa hanno la bella idea di murare Manhattan e trasformalre in un carcere... Bene, il presidente degli Stati uniti, mentre vola verso un'importante conferenza con l'Urss precipita proprio su New York, ci vorrà uno come Kurt Russel per tirarlo fuori.
Mi spiace ammetterlo ma il film fa schifo. Piuttosto noioso, tira per le lunghe una storia che potrebbe finire anche in fretta presentando invece una carrellata di personaggi che sarebbero pure belli se solo durassero più di 5 minuti (Borgnine poteva tranquillamente starsene a casa che poco sarebbe cambiato).
Il budget è evidentemente risicato fino all'osso, e allora non commento alcune pacchianerei da pezzenti, ma mi sento invece libero di criticare il terribile puzzo anni '80 che questa distopica New York ha in ogni inquadratura, e non mi interessa proprio se è stato fatto negli anni '80; quel decennio è una colpa per chiunque ci sia vissuto.
Bella invece la ricostruzione aerea della città (fatta con un modellin)incredibilmente ben curata.
Unica nota positiva il personaggio di Jena Plissken (che in originale si chiama Snake, il che giustifica l'enorme cobra tatuato sull'addome...) ex militare disilluso e strafottente; personaggio questo che riesce a definire una sua unicità pure nella banalità della descrizione che ne viene fatta.
Il film francamente delude, non so come abbia fatto a diventare un cult. Ma della coppia Carpenter/Russel io preferisco ancora e per sempre "La cosa".

PS: c'è pure Lee Van Cleef, com'è invecchiato in sto film...