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mercoledì 28 gennaio 2015

Il leone d'inverno - Anthony Harvey (1968)

(The lion in winter)

Visto in Dvx.

Re Enrico II deve decidere a quale dei suoi tre figli lasciare il regno dopo la sua morte, due li odio (e ne è odiato di rimando) il terzo è un idiota. Organizza quindi un Natale in famiglia, con i tre successori e la moglie (da anni reclusa in un castello in Inghilterra) per discutere (e litigare) sulla successione.

Opera teatrale magnifica, dall'andamento forsennato e dallo stampo sulfureo, un gioco di intrighi di palazzo continui, spesso poco chiari, ma sempre piuttosto aggressivi e dolorosi per una delle parti in gioco. Un film fatto di lunghi duelli verbali (non dialoghi; dire che quelli sono dialoghi è un eufemismo) e di prove di recitazione sopra le righe.
La coppia di attori protagonisti è da applausi a priori, un O'Toole e una Hepburn che litigano per stabilire chi dei due riesce ad essere più estremo senza scadere nel macchiettistico. Tra i figli c'è un giovane e oscuro Hopkins già bravo anche se, forse, un pò troppo carico.
Ovviamente la regia si appoggia tutta sugli attori (e non potrebbe fare altrimenti), indugiando sui volti e sui gesti più che sui luoghi.

Risulta evidente fin dall'inizio che il film può finire solo con una tragedia o con un nulla di fatto; ma la scena finale del saluto tra i due protagonisti mi sembra rivelatrice, alla fine si è trattato solo di un gioco, un lungo gioco distruttivo fatto da due giocatori troppo competitivi.

venerdì 19 ottobre 2012

007: zona pericolo - John Glen (1987)

(The living daylight)

Visto in tv.

Lo 007 di Timothy Dalton è molto diverso dal superuomo british originale; è molto più pacato. Decisamente ironico, ma più ombroso e meno interessato alle donne… a fatica se ne fa una in tutto il film!

L’intero film prende una piega leggermente diversa dai precedenti (si tenga presente che subito prima di Dalton c’era Roger Moore, forse più in parte, ma i suoi film hanno sdoganato l’idea che la sospensione dell’incredulità sia inutile) con un’idea di action sempre presente, ma molto più virata verso l’ironia sfociando sin dai primi inseguimenti nell’inverosimile grasso e sfacciato (fuggire sulla neve usando il contrabbasso come timone mi pare esagerato).

Nel complesso il film riesce anche a intrattenere abbastanza, con un discreto ritmo, certamente migliore del terribile “Una cascata di diamanti” (che anche lui ha rischiato di saltare lo squalo in più punti); quello che però sfugge è proprio il concetto base di James Bond, un agente segreto migliore di chiunque altro in tutto, investigazione, lotta, humor, seduzione (si insomma una sorta di Sherlock Holmes anni ’60 alle dipendenze dell’MI6). Film carino, ma fuori tema.

giovedì 24 febbraio 2011

Hot fuzz - Edgar Wright (2007)

(Id.)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in italiano.

Prima di essere un magnifico film comico, questo è un film magnifico, un buon film d’azione e un ottimo film mystery.

Un poliziotto troppo bravo, tanto da sminuire tutti i colleghi, viene mandato da Londra ad un paesino nella provincia più campestre, dove tutto sembra tranquillo… ovviamente non sarà così, anzi cominceranno una serie di morti da tutti considerati incidenti…

Il film è eccezionale. La regia è perfetta, con una fotografia all’altezza, un montaggio serrato e preciso e scelte estetiche funzionali (con in più una piccola dose di splatter per accontentare i più esigenti). Magnifiche le continue strizzatine d’occhio a film di genere, da quelli d’azione, all’horror, fino ai western con il ritorno in città del poliziotto. (da sottolineare la scena in cui i due poliziotti guardano “Point break” e “Bad boys 2” mentre con un montaggio parallelo da urlo vengono affiancati alla morte dell’imprenditore).

Come film comico è tutto perfetto, fa ridere senza se e senza ma.

Come film d’azione ci da dentro nel finale. È vero le scene non sono da 10 e lode, ma per un film comico sono decisamente superiori alla media.

Ma ciò che più colpisce è la precisione chirurgica della sceneggiatura, dove tutti i minimi riferimenti vengono continuamente ripetuti per tutto il film (dal “ficus”, al cigno ricercato) mentre quelli più importanti, quelli che raccontano la storia vera e propria vengono prima ostentati, poi raccolti per dare un movente che viene buttato all’aria per tornare all’ipotesi iniziale (non posso essere più reciso di così per evitare lo spoiler; però è stupendo il modo in cui il film gioca col pubblico, facendo credergli quello che vuole). Infine è da applaudire anche il citazionismo del film, non fine a se stesso, ma dapprima spiegato dai personaggi e poi incastonato perfettamente nel film, dandogli quindi uno spessore vero e proprio (su tutti, ovviamente, la scena dell’urlo di “Point break”).

Che dire, un mix perfettamente riuscito. Un film perfetto.

PS: comparsate irriconoscibili di Peter Jackson nei di Babbo natale l'accoltellatore e di Cate Blanchett nella ex ragazza di Pegg.

mercoledì 29 dicembre 2010

The tourist - Florian Henckel von Donnersmarck (2010)

(Id.)

Visto al cinema.

La Jolie è un agente dell'interpol che ha voltato le spalle ai suoi per supportare un ladro internazionale che ha fregato miliardi ad un mafioso inglese che si circonda di russi perchè fa bello averli li e parlarci russo assieme. Chiaro che il ragazzo sarà inseguito in capo al mondo sia sall'interpol, sia dal mafioso.

Per depistare tutti, su suggerimento dell'amato ladro (che non vede da due anni, ma che comunica con lei con delle lettere), sale su un treno per Venezia (lei è a Parigi), va dal primo che per corporatura sia simile al ricercato (Depp), lo seduce, se lo spupazza, se lo porta in albergo a Venezia, non ci fa nulla, lo mette in un sacco di casini, se ne diaspiace, lo aiuta, se ne innamora e poi tutto finisce con un twist finale alla Shyamalan.

Il problema di questo film è uno solo: è tutto sbagliato. No, sul serio, basta citare una qualsiasi parte del film e si capisce rapidamente che è sbagliatissima. Il film inizia con un ritmo agghiacciante, più lento di un film di Godard dei peggiori, tutti ripetono la stessa storiella 12 volte (e la storia è di una semplicità imbarazzante); unendosi quindi alla tendeze di questi anni nella costruzione di un film e cioè basarsi sul chiacchericcio.

Poi la storia d'amore zoppica come Bannister, le scene d'azione sono la cosa più imbarazzante mai mostrata sullo schermo dall'epoca di "Chiken Park" (chi ha il coraggio di definire inseguimenti quelle gitarelle in barca o sui tetti?! chi?), la storia principale si risolve nel colpo di scena finale meno credibile in assoluto (ma che potrebbe anche soddisfare)... e poi ci sarebbero altre 2000 cose che non funzionano; dai personaggi di una banalità non giustificabile, alle luci (addirittura le luci sono sbagliate!) che rendono palese le ricostruzioni in interni dei tetti di Venezia (per esempio), un uso degli effetti speciali risibile e addirittura alcune sequenze sono anche realizzate proprio male (la peggio di tutti è la fuga sui tetti; ma anche lo scontro tra Depp e Frassica è proprio stato fatto da un sordocieco).

Un film deludente sotto ogni punto di vista, anche per chi si aspetti un blockbuster (anzi, la lentezza, l'incapacità nell'uso delle luci e del CGI, la totale incompetenza nelle scene d'azione sono tanto più deprecabili dato che ci si trova davanti ad un blockbuster; fosse stato un indie o un film di serie b si potrebbe anche chiudere un occhio)