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venerdì 25 gennaio 2019

Brivido - Stephen King (1986)

(Maximum overdrive)

Visto in Dvx.

A causa di una cometa (ma quanti casini fanno le comete?!) le macchine della Terra prendono vita e cercano di fare fuori gli esseri umani. Un gruppo di sconosciuti si trova a dover resistere ad un assalto di camion in una stazione di servizio.

C'è stato un tempo, negli anni '80, in cui i regazzini venivano considerati; da una parte Stephen King collaborava per progetti seri nei loro confronti, dall'altra parte Steven Spielberg realizzava i migliori film per ragazzi mai creati e infine, sempre King decise di dare una deriva cretina a tutta l'operazione, la sua comparsata in "Creepshow" e questo film sono le evidenze più eclatanti.

Grazie a Notte horror l'opera prima (e al momento unica) di King come regista è arrivata sulla tv italiana lasciando strascichi, almeno su di me e Tiziano Sclavi (ok, in realtà era di Chiaverotti).
Il ricordo era decisamente positivo... una nuova visione ridimensiona il tutto.
Il film è girato con il pilota automatico e un certo fascino per la cazzoneria e strizzatine d'occhio ai più giovani (su tutto, l'uso ironico degli AC/DC prima ancora della loro musica, usata in modo pervasivo). Gli attori non sembrano impegnati al massmo per portare a casa il risultato e la sceneggiatura, seppur con una certa facilità di movimento, è piuttosto ridicola in diversi dialoghi e nella risoluzione di molte scene e, cosa ancora più importante, non riesce mai a creare paura.
D'altra parte King riesce decisamente meglio a dare vita a immagini che colpiscono (il camion con il volto del Goblin) e situazioni paradossali che, in altri film, sarebbero potute essere qualcosa di grandioso o di disturbante (gli uomini usati dalle macchine per il rifornimento).
Le diverse scene ricche di pathos (la cameriera che grida alle macchine "Perché ci fate questo. Vi abbiamo creato noi!") o di inquietudine (il rifornimento obbligato, la mitragliatrice che comunica con il morse) per un regazzino vengono completamente perse ad una visione adulta, ma credo possano ancora fare la loro figura se viste alla giusta età.
Di fatto, niente più di caro ricordo.

lunedì 4 aprile 2016

Qualcosa è cambiato - James L. Brooks (1997)

(As good as it gets)

Visto in tv.

Lui scorbutico scrittore di libri d'amore, vive solo intrappolato in fobie complesse. Lei verace e autentica cameriera è l'unica che riesce a tenergli testa, ma vive per il figlio gravemente malato. I due si ritroveranno a viaggiare insieme (con il vicino di casa gay di lui), inutile dire che dopo gli screzi nascerà l'amore. Inutile dire che dopo l'amore ci sarà un'incomprensione per una vaccata... indovinate come finisce.

Storiella d'amore che redime e buoni sentimenti di cui non si sentiva il bisogno. Però devo ammettere che il ritmo viene tenuto e il cast rende gustoso un piatto ormai freddato da decenni. Di fatto questo è un film che si guarda per vedere duellare i due protagonisti. Nicholson fastidiosamente gigioneggiante come se non ci fosse un domani (chi ama il Nicholson che fa le faccette amerà questo film, chi non lo sopporta quando fa così lo potrà odiare, personalmente lo tollero). La Hunt invece genuinamente brava; inzaccherata in una parte insapore riesce a tirare fuori il meglio dal peggio; sempre all'altezza del partner, riesce a fare la donna innamorata e la madre preoccupata, riesce a gioire senza freni o a disperarsi spezzata dal dolore, tutto come se non stesse mai facendo una scena madre; davvero brava.
Nella parte del vicino di casa gay c'è un Kinnear sotto tono e fuori luogo che si impegna nei più triti cliché; dall'altra ogni tanto compare un Gooding Jr su cui non voglio commentare tanto riesce a essere fuori parte qualunque parte faccia.