Visto in DVD.

Commediola leggera leggera, anzi idiota, fatta da personaggi caricaturali che cita più o meno direttamente il cinema anni venti statunitensi (nei modi, nei costumi, nelle terrificanti gag slapstick! e nelle assurde sequenze in bianco e nero).
Niente di che, solo un film per fare cassa (presumo), che penso non ci sia minimamente riuscito (o almeno spero).
Di buono ha giusto la fotografia e l’autoironia che per fortuna Bergman utilizza a piene mani che rendono sopportabile il film (su tutte magnifico il cartello che avverte che i fuochi d’artificio non devono essere letti in chiave simbolica; un messaggio ai critici che nel cinema di Bergman cercano significati nascosti, spesso presenti, talvolta eccessivi).
Poi, per carità, ci sarà anche dietro un discorso sul rapporto tra l’arte e la critica, sui sentimenti umani (tutti i personaggi alla fine del film seguono un nuovo musicista)… ma Bergman sa fare di meglio.
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