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venerdì 12 gennaio 2018

La più bella serata della mia vita - Ettore Scola (1972)

(Id.)

Visto in Dvx.

Un industriale italiano che porta, illegalmente, fondi in Svizzera, rimane bloccato su una strada secondaria per un guasto alla macchina; verrà accolto nel castello di un anziano conte e invitato a cena. Durante il lauto pasto il conte assieme a tre suoi anziani amici, metteranno in scena un processo contro l'italiano; dal gioco di ruolo dell'inizio, il processo sembra diventare sempre più serio.

Tratto da un'opera teatrale dell'ottimo Dürrenmatt, Scola ne trae un'opera comica, grottesca che si chiude come una farsa. Trasferisce tutta l'attenzione sul protagonista, interpretato dal solito Sordi che fa Sordi (bravo, ma scontato) e si adegua al suo registro e ai suoi tempi... Scelta non ottimale che rende il film discontinuo e che lo port sul registro del macchiettistico nel giro di pochi minuti rendendo totalmente non sfruttabile il mood d'inquietudine che la storia potrebbe dare.

La trama riesce comunque a muoversi attirando l'interesse dello spettatore (ma è merito dell'opera originale), nonostante la regia sia stata impostata con il pilota automatico (appare quasi impossibile che questo film sia stato realizzato tra "Dramma della gelosia" e "C'eravamo tanto amati").
Grandioso il cast di vecchie (letteralmente) glorie del cinema francese.

In definitiva un film impersonale e insipido che intrattiene senza sforzi con una storiella interessante buttata in vacca.

giovedì 7 febbraio 2013

Vite vendute - Henri-Georges Clouzot (1953)

(Le salaire de la peur)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato.

In una cittadina del Messico in cui governa la disoccupazione e una ditta petrolifera si muovono diverse forme di diseredati di diverse nazionalità. Quando la compagnia petrolifera offre l’occasione di una vita saranno in molti tentare la sorte e farsi assumere. L’occasione sarà rappresentata da una cifra immensa offerta a chi riuscirà a portare un carico enorme di nitroglicerina ad un pozzo petrolifero in fiamme passando su una lunga, e molto accidentata, strada sterrata. Nei quattro autisti selezionati si animeranno le paure e le voglie di rivalsa di tutta un’esistenza, in un lungo percorso che si rivelerà un gioco al massacro contro il destino.
Affascinante film del sempre bravo Clouzot; regista francese conosciuto per la sua capacità nel creare tensione e nello sviluppo di meccanismi che intrappolino i suoi personaggi. Questo film non esce dal seminato, però lo fa in una maniera diversa; si rilassa. Il film si prende il suo tempo; si muove con ritmo tranquillo, dipanando le vite dei personaggi prima ancora che la storia vera e propria, l’inizio del viaggio comincia dopo circa un’ora di film. Tutta questa calma crea il mood generale del film, e mostrando con lentezza una situazione rischiosa che si sviluppa riesce nell'enorme compito di rendere thrilling un lento viaggio su camion che devono andare pianissimo. Forse non tutto è riuscito a superare il peso degli anni con la stessa forza, ma ho trovato comunque encomiabili molte scene, dal superamento del dirupo (molto ben riuscito), all’eliminazione della frana, fino al finale nella pozza che vale da sola la visione del film.
Unico neo che ho trovato… beh per una volta mi è sembrato posticcio il finale negativo a tutti i costi.

sabato 29 gennaio 2011

I diabolici - Henri-Georges Clouzot (1955)

(Les diaboliques)

Visto in DVD.


La moglie e l’amante di uno stesso uomo (tutti impiegati nello stesso collegio), la prima vessata dal marito, la secondo illusa troppe volte dal compagno, decidono di sbarazzarsene. Lo attirano fuori città con uno stratagemma, e tra mille dubbi, e mille inconveniente preparano ed eseguono l’omicidio, affogando il poveretto (beh mica tanto) nella vasca da bagno. Tutto sembra risolto, ma una volta tornati alla scuola cominciano a succedere fatti poco chiari, in primis la scomparsa del cadavere che volevano far ritrovare accidentalmente…

Perfetto thriller con venature horror di Clouzot, che gioca con tutto, con la suspence, con le aspettative del pubblico, con le regole dei generi, e anche con i suoi personaggi. Niente è come sembra, e l’entrata in scena di ogni pericolo si dimostra poi essere una salvezza, e viceversa, ovviamente.

Il ritmo è continuo, calmo, ma spietato nell’insinuare dubbi ed inquietudini di ogni sorta e nello spiazzare con continui colpi di scena; anche se si riesce a giungere alla conclusione esatta prima del termine del film, le ultime sequenze riescono comunque a trasmettere tensione.

Assolutamente un lavoro originale, trattato da manuale. Hitchcock non avrebbe saputo fare meglio, e forse (essendo più ironico e meno cinico) non avrebbe saputo fare altrettanto.