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mercoledì 28 dicembre 2011

Orfeo - Jean Cocteau (1950)

(Orphee)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Secondo capitolo della trilogia cominciata con Le sang d'un poète.

Una rivisitazione in chiave moderna del mito di Orfeo, immesso in una città francese degli anni ’50. Orfeo diventa un poeta e da il destro a Cocteau per continuare il discorso iniziato in Le sang du poet sul ruolo dell’artista nella società, in questo caso come ponte fra i mondi… ma francamente questo è il meno. La storia è surreale nelle scene iniziali, poi si fa via via più razionale ed inerente al mito, di pari passo le invenzioni visive da rade si fanno sempre più fitte, con l’espressione massima nelle immagini dell’aldilà.

Ecco il punto del film è, come sempre in Cocteau, l’immagine. Cocteau amava gli effetti visivi (oggi diremmo effetti speciali) ed era un maestro nel realizzarli affinché stupissero, ma soprattutto, creassero un mood adatto al clima del film. Trucchi nelle prospettive, nei paesaggi che sono in realtà pavimenti inquadrati dall’alto, specchi che sono porte fatte d’acqua, il rewind nel far resuscitare le persone o nel mettere i guanti, le orchestrazioni perfette nelle scene in cui si inquadrano specchi che in realtà non esistono ecc… poche sono le idee realmente, ma in questo film vengono utilizzate in maniera maggiore che non ne La bella e la bestia e sono poste in un film con una trama, una storia, vera e propria (che mancava in Le sang du poet) che ne semplifica la fruizione e che ne giustifica l’utilizzo.

PS: quando il paesaggio fuori dall’auto viene mostrato come il negativo ella pellicola credo sia impossibile non pensare a Nosferatu.

giovedì 20 gennaio 2011

La bella e la bestia - Jean Cocteau (1946)

(La belle et la bête)

Visto in VHS.

Questo film è palesemente la base da cui la Disney ha tratto il suo cartone!!! È evidente dall’estetica dei personaggi, e dal fatto che nella storia originale ci fossero solo le 2 sorelle e non Gaston, che viene invece introdotto da Cocteau (anche se in questo film non si chiama così, ma poco importa)!!!
In ogni caso, lo dico subito il film Disney è decisamente superiore.
L’opera di Cocteau invece risulta abbastanza incomprensibile e noiosetta nella trama; è infatti ripetitiva negli avvenimenti e troppe cose vengono date per scontate (il fatto che la bestia fumi a causa degli omicidi che compie l’ho capito dopo un po e solo perché Cocteau stesso ne fa un rapido accenno nell’intro)… ma d’altra parte non è da vedere per questo motivo.
Cocteau è famoso per il suo stato sognante, per l’onirismo che impera nei suoi film, e questo certo non fa eccezione. Se la maschera della Bestia è già di per se ottima, le idee di scenografia cono imbattibili, come i candelabri sorretti da mani che escono dai muri o le stanze rese enormi da un’ombra costante che non ne mostra i limiti. Oltre ovviamente agli effetti speciali, realizzati per lo più facendo tornare indietro le immagini, creando un effetto straniante e perfettamente riuscito.
Curioso notare che, come nel successivo film Disney, la Bestia risulti decisamente più interessante del principe in cui si trasforma.