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mercoledì 25 ottobre 2017

Shamo - Pou-Soi Cheang (2007)

(Id.)

Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.

Un ragazzo, arrestato per aver massacrato i genitori, viene arrestato... in carcera subirà violenze d'ogni genere, finché un karateka accusato di aver cercato d'uccidere il primo ministro non lo inizierà alle gioie del combattimento. Diverrà una celebrità nel mondo delle pacche.

Non conosco l'omonimo manga, ma ne sono rimasto affascinato, una trama essenziale (anzi, pure piuttosto banale) ma con qualche sgurz, vista l'estetica del film mi sono fatto convincere... peccato.

Fotografia patinata, colori carichi, attori carini, personaggi sempre cool (anche quelli senza soldi abitano in attici finto-povero carichi di figaggine), location strepitose, luci mobili o fluo a uso ridere. Un concentrato di messe in scena fighette e rimasugli di postmoderno anni '90. In una parola... packaging buono, anche se del genere pretenzioso e vecchio nello stesso tempo.
Quello che manca è il contenuto.
La storia sarebbe, di per sé, lineare, ma i un film con almeno due lunghe sequenze di combattimento (più un altro paio importanti, ma più brevi) si vorrebbe che il regista fosse interessato a mostrare le pacche, non a impacchettarle e basta. Quelle sequenze sono, alla meglio, confuse, alla peggio sono prive di combattimenti veri e propri (si inquadra il pugno e poi il corpo dell'avversario che vola, eliminando completamente il gesto atletico nel mezzo... in alcuni casi si elimina pure il pugno iniziale). Impacchetta bene, ma si dimentica che cosa deve impacchettare e l'effetto è di noia e fastidio.

Di fatto questo è un film il cui scopo non è lo sport e neppure un discorso più articolato sulla violenza (come lascia intendere il manga originale); è solo un prodottino ben confezionato per un pubblico young adult. 

lunedì 1 dicembre 2014

Suicide club - Sion Sono (2001)

(Jisatsu sâkuru AKA Suicide circle)

Un'ondata di suicidi (spesso di gruppo) sta gettando Tokyo nel caos. La polizia viene indirizzata verso un sito dove si tiene il conto dei morti con anticipo sulla diffusione delle notizia; l'informatrice della polizia viene rapita da un buffo gruppo di punk giapponesi con un capo che tenta di imitare il Dr Frank'n'Furter, canta canzoni pop inneggianti alla morte e ha come quartier generale un bowling. Sgominata quella banda di scialbi disadattati il capo della polizia comincia a ricevere le telefonate di un bimbo con la tosse....

Film giapponese che comincia come un inquietante thriller con una scena iniziale con un suicidio in metropolitana di 54 studentesse; incipit epico e davvero ben condotto che padroneggia da dio i tempi, la suspense e pure lo splatter. C'è anche una scena con dei ragazzi che per gioco si incitano l'un 'altro a buttarsi dal tetto di una scuola che è anch'essa encomiabile per il lavoro visto il pugno nello stomaco che vorrebbe dare ( e che in parte dà). Detto questo il resto è un noioso casino.
Non c'è un finale comprensibile; cosa di per sé non fondamentale; ma punta tutto sull'allegoria/surrealismo ed ottiene di non far capire un cazzo, far irritare la gente e dare la sensazione di aver buttato via del tempo; l'idea di fondo inoltre non è neppure così potente da giustificare così come la regia di Sono che da sola non basta ad appassionarmi. L'intermezzo idiota con la band Frank'n'Furter poi non ha nessun motivo se non tentare d'acchiappare i favore di qualche darkettone che esce alla luce del sole solo per vedere i film di Burton.