martedì 11 ottobre 2011

Bronson - Nicolas Winding Refn (2008)

(Id.)

Visto in Dvx, in lingua originale con sottotitoli in inglese. La storia del più violento carcerato inglese. Tutto qui. Quindi c’è questo tizio che entra in carcere a 19 anni, ci rimane per almeno un quarto di secolo (con un lungo intermezzo in un ospedale psichiatrico) per uscire sulla parola, approfittando della libertà si immerge nel fantastico mondo delle pacche clandestine fino al nuovo arresto.

La storia sarebbe estremamente noiosa, data la ripetitività degli eventi e degli ambienti (non ci sono grani colpi di scena), oltre al fatto che ogni personaggio non è niente di più di una macchietta; ma per fortuna a dirigere c’è Refn.

Refn qui crea la sua cappella sistina; un film dove tutte le scene sono state pensate per essere a se stanti, tutto è estetica e si inserisce perfettamente nel contesto delirante della trama, tutto è costantemente sotteso fra ironia, violenza e introspezione; tutto è un costante inseguire la scena madre fino al finale che più costruito di così era difficile. Ad ogni svolta di trama poi c’è il giusto contrappunto musicale (come sempre in Refn) che va dal pop anni ’80 alla musica classica.

Un encomio pure a Hardy che riesce splendidamente ad interpretare volto e corpo di un personaggio che è descritto in maniera umoristica e mai spiegato fino in fondo; e nonostante questo lo rende credibile.
Bravi tutti.

2 commenti:

robydick ha detto...

mi fa piacere ti sia piaciuto. vero, gusto totale per l'estetica e secondo me questo è il milgiore in assoluto di Refn. non ho ancora visto Drive però...

Lakehurst ha detto...

anche a me manca Drive! comunque vero, il migliore per estetica e risultato finale; anche se lo metto a parimerito con Pusher