(Id.)
Visto in Dvx.
Una ragazza un poco sociopatica che lavora per un veterinario (e dunque abituata a scene crudeli), nel suo passato una famiglia castrante, nel suo presente grandi difficoltà di socializzazione. Si innamora di un ragazzo un poco weirdo, ma non tanto quanto lei vorrebbe e dopo aver ecceduto nelle effusioni lui se ne va senza spiegazioni. Tradita anche dalla collega la sua fragile mente deraglierà del tutto e comincerà un sano massacro con dovizia di idee creepy.
Il film parte da un'idea non nuovissima, ma abbastanza originale. La storia di un massacro che parte da prima, la storia di una killer da horror classico che ne racconta il background e i motivi. Al contrario di molti altri su questo genere, la via che viene percorsa per passare da un relativo equilibrio mentale alla follia non viene relegata ai primi 10 minuti, ma a oltre un'ora, una storia che si dipana lentamente e che arriva al finale con la rincorsa giusta senza per questo annoiare.
I lati positivi sono evidenti fin da subito nella costruzione delle sequenze che è piuttosto interessante, con alcuni picchi estetici magnifici (gli oggetti che volteggiano nell'aria su fondo nero; o la scena dei vetri rotti alla scuola per ciechi che è una versione surrealista di "Carrie, lo sguardo di Satana").
Il vero problema è che l'idea di partenza è gradevolmente semi-nuova, tuttavia viene violentata da un didascalismo imbarazzante (le ossessioni della protagonista sono urlate fin da subito) e da un'atteggiamento sopra le righe generalizzato che lo rende qui e la sciocco e generalmente poco empatico. Il finale poi è un florilegio di eccessi con scarse giustificazioni...
Per quanto sia un tantino eccessiva, Angela Bettis, mi è parsa in parte... tutto sommato se tutto il film è esagitato lei non poteva giocare stando sottotono (ammetto che la Bettis generalmente mi piace a prescindere).
PS: viene spesso sottolineato il femminismo della regista McKee (che ho già visto in "The woman"), personalmente vedo che questi due film si contraddistinguono per due donne messe all'angolo dalla società e abusate largamente, due donne che si ribellano in quanto messe alle strette. E in entrambi i casi, la donna che davvero è la vittima è sempre interpretata dalla Bettis...
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mercoledì 4 gennaio 2017
May - Lucky McKee (2002)
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venerdì 22 gennaio 2016
The woman - Lucky McKee (2011)
(Id.)
Visto in tv.
Una famigliola felice è formata dal padre padrone, una moglie vittima colpevole, un figlio preadolescente molto disturbato e una figlia adolescente presa dal fuoco incrociato degli altri tre.. Ah già, c'è pure una bimba, ma di scarso significato simbolico.
Andando a caccia il padre trova una donna allo stato brado (una sorta di bambino-selvaggio, diventata adulta); pensa bene di catturarla, legarla nella legnaia ed educarla lentamente... con l'aiuto della famiglia. la moglie e la figlia ubbidiranno per paura, mentre il figlio si slatentizzerà grazie alla presenza di una donna passivamente seviziabile. Naturalmente questa donna non è esattamente indifesa, ma sai, essendo legati si fa fatica a reagire.
Film più drammatico che horror con un intento chiaro di mostrare chili di torture, ma che si ritira abbastanza quando deve deviare verso il gore.
Affascina e funziona per l'aggressiva descrizione di una famiglia disfunzionale perfettamente organizzata e sfrutta l'arrivo della donna selvaggia per far affiorare la vera violenza, quella psicologica (ma non solo) degli uomini sulle donne (in questo caso quella del padre... beh sulle donne). La vera mossa vincente però non è il blando metaforone che stancherebbe chiunque, quanto la sottigliezza con cui viene costruito. Senza voler dire che la sceneggiatura è raffinatamente psicologica e a più livelli (mi parrebbe esagerato), certamente ha il pregio di non urlarti in faccia come stanno le cose, le suggerisce subito, fin dalla prima scena e accumula indizi continuamente, che magari cogli, ma ancora non sia mettere assieme e si conclude con un finale implausibile ed esagerato che però non irrita troppo perché pur mostrando tutto non te lo viene a urlare in faccia, l'ai già capito, non c'è bisogno che te lo dicano di nuovo, semplicemente te lo mostrano.
Interessante anche l'idea di far esplodere canzoni pop calzanti nei momenti di raccordo come ci si trovasse in un film adolescenziale.
Non un film impeccabile, anzi. Molti i difetti, soprattutto l'inverosimiglianza di una storia che sarebbe potuta essere molto migliore; ma il cast è perfetto nelle parti assegnate (davvero tutti molto sul pezzo) e il senso di tortura psicologica è continuo; meno efficace il torture movie fisico che sarebbe potuto scaturire dalla cattività della donna selvaggia.
Visto in tv.
Una famigliola felice è formata dal padre padrone, una moglie vittima colpevole, un figlio preadolescente molto disturbato e una figlia adolescente presa dal fuoco incrociato degli altri tre.. Ah già, c'è pure una bimba, ma di scarso significato simbolico.
Andando a caccia il padre trova una donna allo stato brado (una sorta di bambino-selvaggio, diventata adulta); pensa bene di catturarla, legarla nella legnaia ed educarla lentamente... con l'aiuto della famiglia. la moglie e la figlia ubbidiranno per paura, mentre il figlio si slatentizzerà grazie alla presenza di una donna passivamente seviziabile. Naturalmente questa donna non è esattamente indifesa, ma sai, essendo legati si fa fatica a reagire.
Film più drammatico che horror con un intento chiaro di mostrare chili di torture, ma che si ritira abbastanza quando deve deviare verso il gore.
Affascina e funziona per l'aggressiva descrizione di una famiglia disfunzionale perfettamente organizzata e sfrutta l'arrivo della donna selvaggia per far affiorare la vera violenza, quella psicologica (ma non solo) degli uomini sulle donne (in questo caso quella del padre... beh sulle donne). La vera mossa vincente però non è il blando metaforone che stancherebbe chiunque, quanto la sottigliezza con cui viene costruito. Senza voler dire che la sceneggiatura è raffinatamente psicologica e a più livelli (mi parrebbe esagerato), certamente ha il pregio di non urlarti in faccia come stanno le cose, le suggerisce subito, fin dalla prima scena e accumula indizi continuamente, che magari cogli, ma ancora non sia mettere assieme e si conclude con un finale implausibile ed esagerato che però non irrita troppo perché pur mostrando tutto non te lo viene a urlare in faccia, l'ai già capito, non c'è bisogno che te lo dicano di nuovo, semplicemente te lo mostrano.
Interessante anche l'idea di far esplodere canzoni pop calzanti nei momenti di raccordo come ci si trovasse in un film adolescenziale.
Non un film impeccabile, anzi. Molti i difetti, soprattutto l'inverosimiglianza di una storia che sarebbe potuta essere molto migliore; ma il cast è perfetto nelle parti assegnate (davvero tutti molto sul pezzo) e il senso di tortura psicologica è continuo; meno efficace il torture movie fisico che sarebbe potuto scaturire dalla cattività della donna selvaggia.
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