(Lethal weapon)
Visto in aereo.
Per quelle due persone che non la conoscono, ecco qui la sinossi del film.
Alla sua prima sceneggiatura, Shane Black, mette insieme un teatrino di personaggi e situazioni che diverranno una cifra stilistica personale prima ancora che un genere a sé. Rimestando nel noir (qui solo parziale), nella spy story e con alle spalle un dramma solido, Black imbastisce una storia che sembra solo un pretesto per far muovere con disinvoltura i suoi personaggi. Perché Black, prima che scrittore di storie scrive di persone, crea caratteri diversi, ma il più possibile sfaccettati o dettagliati (di solito uno è profondamente descritto, mentre l'altro è solo una spalla), in antitesi fra loro, li unisce per motivi bizzarri e li fa muovere insieme con una scorta infinita di ironia, creando, di fatto, il buddy movie moderno, quello che oggi è uno stilema classico.
Questo "Arma letale" ha i pregi e i difetti di essere il primo. Fa da apripista con una serie di invenzioni enormi, usate per la prima volta e, dunque, maggiormente efficaci, si porta dietro una dose costante di tragedia che nelle opere successive andrà sempre più scemando (e di conseguenza la parte da commedia ne risulta diminuita) riuscendo nel miracoloso intento di lasciare che i due generi così in antitesi si fomentino a vicenda anziché spegnersi.
Lo svantaggio è che ci si trova davanti a un film più grezzo, meno dettagliato e pulito, con un onesto lavoratore dietro la macchina da presa, Donner, che porta a casa il suo senza eccessive invenzioni.
Dal lato del cast si può apprezzare un Gibson totalmente in parte affiancato da un Glover efficace senza mai mangiarsi la scena, alle loro spalle una galleria di caratteristi invidiabili e divenuti a loro volta archetipi.
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venerdì 19 luglio 2019
Arma letale - Richard Donner (1987)
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venerdì 14 settembre 2018
Creepshow - George Romero (1982)
(Id.)
Visto in Dvx.
Cinque storie distinte, ognuna di orrore o fantascienza.
Nella prima l'anziano padre ucciso pochi anni prima torna in vita per pretendere la sua torta per il giorno del papà.
Nel secondo un redneck americano trova un meteorite che lo contagia con un tipo di pianta aliena che lo porterà al suicidio.
Nel terzo un uomo tradito decide di uccidere la moglie e l'amante in maniera creativa, ma anche qui gli zombie avranno la meglio.
Nel quarto, una cassa antica contiene una creatura sanguinaria che sarà sfruttata per questioni personali.
Nel quinto, un milionario ossessionato dagli scarafaggi rimane vittima (in senso letterale) della sua monomania.
In più un prologo introduce l'idea di storie tratte dai fumetti anni '50 della EC Comics e l'epilogo conclude la storiella iniziale.
Si, questo è un film horror a episodi; ma per chi si aspetta di essere realmente inquietato rimarrà decisamente deluso. L'idea di partenza è sfruttare il fumetto originale, caratterizzato da una vena di humor nero che determina il vero mood (quindi non suspense, ma ironia) e un target molto giovane. In poche parole non è un horror per chi vuole essere spaventato come in "REC", ma neppure quello affascinante, ma intellettuale come "La notte dei morti viventi"; questo è un horror per regazzini, che li introduca nell'affascinante mondo dei film de paura in maniera più o meno soft.
In tutto questo c'è una cura particolare negli effetti speciali artigianali (che artigianali sono e rimangono, con un certo gusto nel mostrarne la falsità) e nella fotografia molto anni '80, che per una volta risulta funzionale a creare un mondo (letteralmente) da fumetto.
Inoltre ci si può gustare almeno una storia davvero buona (la quinta, quella degli scarafaggi), un Leslie Nielsen nella parte dello stronzo e uno Stephen King imbarazzante nella parte del redneck.
Visto in Dvx.
Cinque storie distinte, ognuna di orrore o fantascienza.
Nella prima l'anziano padre ucciso pochi anni prima torna in vita per pretendere la sua torta per il giorno del papà.
Nel secondo un redneck americano trova un meteorite che lo contagia con un tipo di pianta aliena che lo porterà al suicidio.
Nel terzo un uomo tradito decide di uccidere la moglie e l'amante in maniera creativa, ma anche qui gli zombie avranno la meglio.
Nel quarto, una cassa antica contiene una creatura sanguinaria che sarà sfruttata per questioni personali.
Nel quinto, un milionario ossessionato dagli scarafaggi rimane vittima (in senso letterale) della sua monomania.
In più un prologo introduce l'idea di storie tratte dai fumetti anni '50 della EC Comics e l'epilogo conclude la storiella iniziale.
Si, questo è un film horror a episodi; ma per chi si aspetta di essere realmente inquietato rimarrà decisamente deluso. L'idea di partenza è sfruttare il fumetto originale, caratterizzato da una vena di humor nero che determina il vero mood (quindi non suspense, ma ironia) e un target molto giovane. In poche parole non è un horror per chi vuole essere spaventato come in "REC", ma neppure quello affascinante, ma intellettuale come "La notte dei morti viventi"; questo è un horror per regazzini, che li introduca nell'affascinante mondo dei film de paura in maniera più o meno soft.
In tutto questo c'è una cura particolare negli effetti speciali artigianali (che artigianali sono e rimangono, con un certo gusto nel mostrarne la falsità) e nella fotografia molto anni '80, che per una volta risulta funzionale a creare un mondo (letteralmente) da fumetto.
Inoltre ci si può gustare almeno una storia davvero buona (la quinta, quella degli scarafaggi), un Leslie Nielsen nella parte dello stronzo e uno Stephen King imbarazzante nella parte del redneck.
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