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domenica 29 maggio 2011

Poltergeist: demoniache presenze - Tobe Hooper (1982)

(Poltergeist)

Visto in DVD.

Una famigliola felice si trasferisce in una casetta nuova e tutto sembra andare per il meglio fino a quando le sedie della cucina fanno numeri da circo sul tavolo, il figlio viene ingoiato da un albero e la bimbetta più piccola finisce dentro la tv.


Film horror oramai classico che ha creato un mondo nuovo, stilemi, mood e idee che vengono citate ed utilizzate ancora oggi.


La cosa migliore del film (oltre all’originalità della trama) è che il tutto inizia velocemente; gli eventi vengono mostrati di continuo, ma non riescono mai ad annoiare evitando il ripetersi delle scene e i comprimari utilizzati sono quanto di meglio ci fosse sul mercato… si sto parlando di Zelda Rubinstein... la medium nana!


Il film si concede so qualche kitscheria anni ’80 (gli oggetti che volano nella camera dei bimbi, il faccione del demonio nell’armadio ecc…). Non fa paura sostanzialmente mai, ma il clima che crea è magnifico e le idee messe in atto sono continue (che dire dell’albero rapitore? Del clown demoniaco?). Val davvero la pena di vederlo; meglio in lingua originale, perché il doppiaggio non rende giustizia alla voce infantile della Rubinstein.

domenica 10 aprile 2011

Behind the mask: la storia di un serial killer - Scott Glosserman (2006)

(Behind the mask: the rise of Leslie Vernon)

Visto in Dvx. Un aspirante serial killer si fa intervistare e seguire nella sua “attività” da una troupe studentesca. I retroscena, le motivazioni, gli esercizi e desideri di una particolare categoria sociale vengono messi a nudo.

Film post-Scream, che raggiunge ed eguaglia le ambizioni del capostipite in fatto di bignameria. Gli slasher americani con il maniaco assassino vengono messi a nudo e spiegati. Per carità, le spiegazioni sono sempre al limite dell’ironia e l’intento del film sembra più essere “se prendiamo per fati realmente accaduti le cose successe i Halloween allora cerchiamo di motivare le cose assurde”. Si insomma, cala nella realtà i film classici (nell'incipit, infatti, descrive le 3 grandi saghe horror come massacri avvenuti davvero); e allora ecco spiegato che il maniaco assassino deve sempre crearsi una storia di dolore e morte nel suo passato; ecco che si allena molte ore al giorno per riuscire a correre senza avere mai il fiatone; si mette una crema apposta che riduce il sanguinamento e indossa un giubbotto antiproiettile che evita la morte per arma da fuoco; mostra come fa a fingersi morto e i trucchi per essere sempre nel posto giusto al momento giusto.

Divertente e davvero ben pensato, con solo qualche caduta di stile (tutta la parafrasi sessuale del rapporto fra mostro e final girl appare parecchio forzata). Solo il finale perde forza: prevedibile, realizzato troppo rapidamente e completamente già mostrata in precedenza elimina ogni possibilità di creare tensione.

Un film originalissimo, ma limitato dalla stessa idea vincente. Nelle mani di qualcuno più esperto saebbe venuto fuori qualcosa di grandioso.

PS: ho già detto che recitano col culo?

PPS: comparsate meritevoli di Englund, Rubinstein, Wilson.