mercoledì 2 marzo 2011

Una vampata d'amore - Ingmar Bergman (1953)

(Gycklarnas afton )

Visto in DVD.


Il tenutario di un circo di quart’ordine torna dopo 3 anni al paese natale, dove ha lasciato la moglie con qualche figlio; nel frattempo però si è pure fatto l’amante, la cavallerizza, che è piuttosto gelosa. Mentre lui va a trovare i pargoli, lei per vendetta/stupidità, si concede ad un attore teatrale. Il proprietario del circo vorrebbe abbandonare la vita circense, ma la moglie non vuole accoglierlo di nuovo in casa, mesto se ne ritorna al suo baraccone dove scoprirà il tradimento dell’amante. Durante lo spettacolo della sera sarà preso di mira degli scherzi dell’attore che ha concupito (che bel termine) la cavallerizza e la situazione si risolverà in una rissa a due sulla pista del circo. Sfinito da tutti e dalla vita il proprietario deciderà di togliersi la vita… non ne sarà capace e tornerà a fare esattamente quello che faceva prima.

Amarissima riflessione sula vita di Bergman (una riflessione sulla vita fatta da Bergman che sia amara?! Ma va?) dove ogni personaggio è un archetipo incastrato nella sua vita senza possibilità di salvezza, forse anche per una sorta di limite personale.

Ciò che più colpisce comunque sono i rapporti sociali, sorretti da una struttura di disprezzo poco velato dall’ipocrisia (esemplare la scena al teatro quando vanno a chiedere dei vestiti), disprezzo che nasce dalla comune situazione di precariato.

Da antologia alcune scene come quella del tentato suicidio (un sequenza di immagini di rara disperazione) o quella della rissa sulla pista del circo dove i due contendente divengono animali su cui un pubblico gretto fa un tifo feroce fregandosene del significato di quello che sta succedendo.

PS: fotografia in B/N da urlo.

2 commenti:

robydick ha detto...

grazie per avermelo ricordato!
ciao

p.s.: se non è disturbo...
http://robydickwritings.blogspot.com/2011/01/campagna-contro-la-verifica-parole-cd.html

Lakehurst ha detto...

scuse se finora non mi sono prodigato, provedderò quanto prima