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mercoledì 26 dicembre 2012

Ai confini della realtà - Registi vari (1983)

(The twilight zone: the movie)

Visto in DVD.

Ispirandosi all'omonima serie quattro grandi registi decidono di rendergli omaggio in un film corale, una serie di episodi presi dal grande telefilm degli anni '50; unica eccezione il primo episodio diretto da Landis che è un'idea originale solamente ispirata alla serie televisiva.

Il primo episodio “Time out” diretto da John Landis è il motivo per cui ho visto solo ora l’intero film; anni fa mi fermai a questo spezzone e non riuscii ad andare oltre. La storia di un uomo razzista che salta indietro nel tempo e prende le vesti di un ebreo durante il nazismo, un nero cacciato dal KKK e un vietcong durante la guerra è sinceramente poco fantasiosa, poco interessante e tanto scontata. La regia di Landis si adatta alla nullità del progetto e ne viene fuori un cortometraggio oltremodo noioso.

Il secondo episodio, “Il gioco del bussolotto”  diretto da Spielberg parla di un ospizio in cui alcuni ospiti, nottetempo, divengono nuovamente bambini e potranno scegliere in quale realtà rimanere. Un cortometraggio di per se carino, diretto con il solito carisma e la solita empatia dal miglior regista che abbia anche un cuore in tutta Hollywood. Nel progetto complessivo però anche questo episodio stona, sembra un’aggiunta postuma che non dice niente di più a quanto già espresso dalla serie.

Il terzo episodio, “Prigionieri di Anthony”  è quello di Joe Dante e qui si che si ragione. Una donna accompagna a casa un bambino che è stato coinvolto in un incidente, entrerà a far parte del gioco di un mostro dai poteri enormi. Questo episodio è senza dubbio il migliore dell’intero progetto; la storia è la più aderente con lo spirito di un Rod Serling se avesse continuato a lavorare fino agli anni ’80. Ma ciò che vince è la realizzazione. C’è poco da fare, Dante rimane l’unico a saper gestire perfettamente un horror per ragazzi, un incubo in cui ci si diverte anche. La continua commistione fra cartoni animati e realtà rubata a quel mondo è perfetta in ogni momento, gli effetti speciali (animatronix) sono di livello incredibile. Infine tutte le componenti del racconto, l’ironia, l’inquietante, il cartoonistico e il film per regazzini, sono miscelate in maniera perfetta. Un film da recuperare anche da solo.

L’ultimo episodio, “Terrore a alta quota”, quello di Miller, è ormai un punto di riferimento pop. È la storia del gremlin che distrugge l’ala dell’aereo durante un volo. Il film è assolutamente ben riuscito, anche questo abbastanza in linea con l'atmosfera di base di “Twilight zone” , solo resa in maniera più horror, con una tensione duratura, una realizzazione impeccabile (ancora una volta gli effetti speciali anni ’80 che vincono alla grande) e una regia all'altezza del compito. Un altro ottimo episodio.

A fare da incipit è un episodio diretto anch'esso da John Landis che introduce bene, calandosi lentamente nel clima, mentre cita apertamente la serie originale. 

lunedì 9 aprile 2012

Drive - Nicolas Winding Refn (2011)

(Id.)

Visto in DVD.
Ormai ne han già detto di tutto, quindi mi limiterò al minimo.
Intanto è un bel film. Si inserisce decisamente nell’ultima serie di opere di Refn, quelle geometriche, asettiche, precise nella messa in scena quanto nella regia. Al contrario del precedente “Vahlalla Rising” però riesce a non strafare, rimane nel seminato dall’inizio alla fine e pur presentando un protagonista superomistico (di fatto arriva nel momento del bisogno e spacca tutti senza esserne minimamente toccato) non esagera nel new age.

Come regia si è detto. Precisa come un coltello inquadra quello che deve essere mostrato con esattezza. Quello che più colpisce in questo caso è l’uso delle luci. L’aumento o la diminuzione di luminosità così come il colore delle luci veicolano significati molto più dei scarni dialoghi.
La vera aggiunta che Refn fa in questo film rispetto al suo stile è l’aver eliminato ogni inserto puramente estetico (che era il valore aggiunto di “Bronson”), ma crea scene oniriche, piccole sequenze che si staccano nettamente dal contesto in cui sono inserite per qualche secondo, in modo da mostrare qualcosa di nuovo prima che il contesto torni ad esplodere (su tutte la famosa scena dell’ascensore) ed è in queste sequenze che l’uso delle luci si fa evidente.
Infine, come sempre, la location diventa parte integrante del film. Anzi in questo caso direi che Los Angeles è mostrata in maniera integrale nella sua essenza (il mondo del cinema, i palazzi, i canali, ecc) senza fronzoli o eccessi eclatanti.

Infine i lati negativi ci sono. Personalmente non ho mai considerato Ryan Gosling, né in positivo né in negativo, ma gli va dato atto di essere stato completamente in parte; quello che è negativo è il suo personaggio, eccessivamente inintelligibili, e il ritmo scarno e i lunghi silenzi sono un po troppo scarni e lenti. Le scene d’inseguimento sono magnifiche scene coreografiche nello stile asciutto di Refn, ma non possono minimamente essere considerate scene d’azione.

PS: strepitoso cast di comprimari che rappresentano il meglio di quanto ci sia in circolazione al momento.

PPS: dato che me lo son perso in sala, solo una grande forza di volontà ha potuto farmi attendere fino all’uscita del DVD. Credo che siano passati 3 o 4 mesi… e dopo si pretende che la gente non scarichi.