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venerdì 29 giugno 2018

Crimen - Mario Camerini (1960)

(Id.)

Visto in Dvx.

Sei coppie di italiani si ritrovano a Montecarlo. Un omicidio viene commesso e, per varie vicissitudini, i tre vengono tutti sospettati in una girandola di equivoci e segreti reciproci. La vicenda sarà ricostruita a distanza.

Commedia riuscitissima di Camerini che si sporca di giallo senza esserne mai sovrastata. Di fatto un mix di due generi dove, entrambi, hanno il loro spazio, per lo più disgiunto, ma con un occhio di apprezzamento maggiore alle risate.
Il film si pregia di una serie di interpretazioni eccellenti fatte dal cast stellare coprotagonista dove ognuno ha uno spazio equilibrato per muoversi e dare il meglio di sé, particolarmente apprezzabili Manfredi nei suoi panni migliori, un Sordi macchiettistico, ma adatto e una Mangano a cui viene dato lo spazio giusto per spiccare.
Il film invece non riesce mai a dosare in maniera corretta le varie componenti o le tre storie che, di fatto, prima del finale, sono degli episodi disgiunti; ma ha il vantaggio di architettare un plot a incastro totalmente imprevedibile costringendo lo spettatore a rimanere incollato al video fino alla fine per l'impossibilità di prevedere cosa verrà dopo. Non un capolavoro tout court, ma un capolavoro di imprevedibilità.




venerdì 6 settembre 2013

Il vedovo - Dino Risi (1959)

(Id.)

Visto in tv.

Un omuncolo sciocco e pieno di  (Sordi) è in continuo fallimento, sposato ad una ricca e intelligente industriale milanese ne sfrutta il nome (Valeri), ma viene continuamente vessato da lei. Durante un viaggio della moglie il treno su cui lei dovrebbe essere deraglia. Sordi proverà per 24 ore la sensazione della sua ricca vedovanza e gli piacerà. Quando la moglie si farà viva (non era su quel treno) progetterà quindi di rimanere realmente vedovo.

Divertente commedia di un Risi in piena forma che alle battute classiche affianca un umorismo nero che in Italia si vede tuttora molto poco. La storia si dipana in un mondo grottesco dove tutti sono stronzi o stupidi o avidi o profittatori o più cose insieme, solo uno degli innumerevoli personaggi è tutto sommato un uomo buono, ed è il marchese, ma ovviamente sarà proprio a lui che occorrerà il gesto più empio del film.

Il film si compone di una galassia di macchiette (e non di personaggi veri e propri), ma ben costruite, che si incastrano a vicenda in maniera invidiabile e che tirano fuori il meglio da ogni attore. La Valeri si butta con classe nella sua signorina snob con il 70% di stronzaggine in più. Sordi dal canto suo interpreta il suo solito piccolo borghese stupido e cocciuto, pieno di se, ma misero e pavido (e pure piuttosto fascistello); niente di nuovo, ma qui la macchietta è perfettamente integrate nell'ambiente e Sordi ci sguazza con grazia non comune.

Infine non si può non sottolinea fortissimo come questo sia un film bellissimo. Esteticamente parlando. Una fotografia in un bianco e nero così pulita e perfetta, ma soprattutto un uso delle luci fantastico che arriva in un paio di momenti (il ritorno della Valeri dopo l’incidente e la notte in cui viene messo a punto il piano) ad avvicinarsi all'espressionismo. Bellissimo.