(Id. AKA Justice, my foot!)
Visto in aereo, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Medioevo cinese. Un avvocato abile nell'uso della lingua, nel paradosso e nella manipolazione ottiene un grande successo economico a scapito della vita privata. Lui e la moglie (esperta di arti marziali), infatti, non riescono ad avere figli (in realtà ne hanno molti, ma muoiono tutti ) a causa del "karma" negativo. Per porvi rimedio l'avvocato fa un solenne giuramento, forzato dalla moglie, di ritirarsi dall'attività; sarà proprio la moglie a convincerlo ad accettare un altro caso.
Divertente film comico, parodia dei film in costume che tocca il genere wuxia solo superficialmente e solo per inserire qualche scena di wire-fu.
Le parti più puramente action sono pochissime, molto brevi e mal inquadrate, utili solo a dare caratterizzazione al personaggio femminile.
Dietro la macchina da presa Johnnie To, il Takashi Miike cinese (per numero di film all'anno e varietà di generi, non per stile), confeziona un film godibilissimo, rapido ed efficace, con molti momenti poco credibili e buchi di trama (o pretestuosità) che vengono assorbite dal fluire svelto della vicenda.
La cornice storica è fondamentalmente inutile, così come le arti marziali, messi per questioni di censura o di marketing (non so), a distanza di un quarto di secolo, fanno solo colore.
Nei panni del protagonista maschile un giovane Stephen Chow incredibilmente uguale al cinquantenne che tutti noi conosciamo.
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venerdì 12 luglio 2019
Sam sei goon - Johnnie To (1992)
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venerdì 6 dicembre 2013
The mission - Johnnie To (1999)
(Cheung fo)
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Un gruppo di
criminali viene assoldato per difendere un boss locale da una serie di attentai
omicidi. Riusciranno a salvargli la vita in diverse occasioni e a scoprire chi
e perché sta cercando di farlo fuori… ma proprio quando tutto sembra essersi
concluso il boss incarica uno dei criminale per ucciderne un altro per avergli
tampinato la moglie. Si formerà un gioco ad inseguirsi in cui il gruppo si
sfalderà per ricomporsi nuovamente.
C’è tutto il
Johnnie To che consociamo dall'ambiente metropolitano all'amicizia virile,
dalle sparatorie ad alta tensione alle (continue) scene attorno ad una tavola.
C’è tutto, ma è tutto un poco sottotono.
La storia è
fantastica, ma è un poco lasciata a se stessa, i rapporti fra i personaggi
vengono detti più che essere suggeriti dai fatti e chi guarda deve solo
fidarsi. Le scene di convivialità o di intermezzo sono quantomeno poco
sfruttate. Il vero punto di forza (come sempre in To) sono le sparatorie.
Niente di enorme, ma le diverse scene all'interno del centro commerciale sono
un buon motivo per guardarsi il film.
venerdì 17 maggio 2013
PTU - Johnnie To (2003)
(Id.)
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
In una notte ad un poliziotto un gruppo
di… beh teppisti più che malavitosi… beh questi tizi rubano la pistola;
ovviamente il poliziotto si mette alla ricerca dell’arma prima che i superiori
lo vengano a sapere, nella ricerca chiede aiuto anche ad un amico a capo di una
pattuglio di PTU (Police Tactical Unit). Purtroppo entro poco tempo si viene a
sapere che il capo di quella banda è stata ucciso, il che complica
ulteriormente le cose e invischia le forze dell’ordine in un gioco molto più
complesso fatto ufficiosamente ed in cui entrano come attori anche bande rivali
e una sezione della polizia.
Io conosco gli ultimi lavori di Johnnie To, per chi è come me diciamolo subito, non c’è la regia acrobatica di "Breaking news" o la perfezione formale di "Vendicami"; c’è pure qualche cialtronata di
troppo (all'inizio l’uomo che con una lama piantata nel petto che lo attraversa
da una parte all'altra si mette a correre per la strada alla ricerca di un
taxi!?). però questo è proprio un film gustoso; un film che da proprio piacere
mentre lo si guarda e lo si riguarderebbe subito dopo.
Intanto non ci sarà la profusione di
mezzi dei film successivi, ma c’è tutta l’arte di To. Si prenda solo l’incipit:
divertente la scena del ristorante che sembra solo un siparietto comico mentre
invece risulta essere il cuore del film dando la cifra a tutto quello che verrà
dopo con un misto di noir e ironia; la scena subito fuori dal ristorante mostra
l’altra costante del film, i vari personaggi (le varie storie) ognuna
interdipendente dall'altra senza neppure rendersene conto, con sequenze che si
incrociano e si influenzano a vicenda in maniera evidente solo ad uno
spettatore esterno. Inoltre la lunga notte dell’ispettore è condita anche da un
fantastico gioco di ruolo fra forze dell’ordine, suddivise fra compiti e
considerazioni diverse le une dalle altre che convergeranno tutte verso un
unico finale.
Un film veramente ben orchestrato con
una serie di colpi di scena affascinanti. Gli si perdonano le ingenuità senza
problemi e, come ho detto, dopo averlo visto vien voglia di guardarlo subito
un’altra volta.
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mercoledì 9 giugno 2010
Vendicami - Johnnie To (2009)
(Fuk sau)
Visto al cinema.
E' sempre brutto sparare sui mostri sacri... vabbè proviamo a parlare di sto film in maniera oggettiva e vediamo cosa ne viene fuori...
Questo è un film sull'incompetenza. Credo che se il personaggio di Hallyday fosse stato lasciato da solo in un centro commerciale avrebbe subito atti di pesante bullismo dalla casalinga di Nanchino nel giro di 45 secondi netti.
Beh è il classico film di vendetta, che prosegue normale normale per almeno un'oretta. C'è il solito vecchio duro da noir (Hallyday, pessimo attore dagli occhi inquietanti e dalla faccia consumata dall'età e dalla plastica, perfetto persnoaggio noir) con un passato da killer (il film sarebbe un sequel ideale, o un omaggio, a Franck Costello... ma lasciamo queste questioni basse) assolda tre colleghi della zona per trovare i colpevoli, sicari e mandanti, per farli fuori tutti e farsi una spaghettata assieme (propria a To piace far mangiare i killer tutti assieme prima di massacrarli ad uno ad uno)... le cose andranno un po peggio del previsto...
Poi To vuole fare il fine psicologo chiedendosi l'utilità di una vendetta che non si può ricordare (a metà film improvvisamente Hallyday ha un assurdo problema cerebrale a tempo che gli fa dimenticare anche di andare in bagno, eh no, non è una figata come in "Memento" perchè fino a 5 minuti prima non aveva praticamente niente)...
Vabbè, fosse tutto qui il film sarebbe un patetico tentativo di fare noir duro e pure senza inventarsi niente e con una storiella sfilacciata... per fortuna che To fa il regista.
E allora le sparatorie diventano vere e proprie opere d'arte, la prima, nel bosco con il via vai di luce della luna è un susseguirsi di quadri di una bellezza inquietante, con la regia che fa agire i personaggi anche al buio, tanto le fiammate degli spari si vedono lo stesso (applauso). La sparatoria dentro l'appartamento azzecca qualche inquadratura ma per il resto è piuttosto convenzionale; invece quella finale delude abbastanza perchè dovrebbe essere l'apice e invece sembra più voler giocare con la malattia del prtagonista piuttosto che creare qualcosa di esteticamente indimenticabile, comunque ben realizzata come si confà a To. Poi ci sarebbe pure la sparatoria nella discarica, una sequenza realmente bella decisamente in stile To, con quel turbinio di cartacce che rendono la scena una sorta di "Hero" tra l'immondizia, e francamente mi piace poter considerare To un Yimou dei bassifondi (va detto che comunque To non sfrutta appieno le potenzialità di questo ambiente...).
Si insomma è brutto parlar male di To, però in questo caso aveva in mano materiale da vendere, e pur azzeccando parecchio perde completamente il filo quasi subito e si svacca...
Un film medio che avrebbe potuto essere il capolavoro.
Visto al cinema.
E' sempre brutto sparare sui mostri sacri... vabbè proviamo a parlare di sto film in maniera oggettiva e vediamo cosa ne viene fuori...
Questo è un film sull'incompetenza. Credo che se il personaggio di Hallyday fosse stato lasciato da solo in un centro commerciale avrebbe subito atti di pesante bullismo dalla casalinga di Nanchino nel giro di 45 secondi netti.
Beh è il classico film di vendetta, che prosegue normale normale per almeno un'oretta. C'è il solito vecchio duro da noir (Hallyday, pessimo attore dagli occhi inquietanti e dalla faccia consumata dall'età e dalla plastica, perfetto persnoaggio noir) con un passato da killer (il film sarebbe un sequel ideale, o un omaggio, a Franck Costello... ma lasciamo queste questioni basse) assolda tre colleghi della zona per trovare i colpevoli, sicari e mandanti, per farli fuori tutti e farsi una spaghettata assieme (propria a To piace far mangiare i killer tutti assieme prima di massacrarli ad uno ad uno)... le cose andranno un po peggio del previsto...
Poi To vuole fare il fine psicologo chiedendosi l'utilità di una vendetta che non si può ricordare (a metà film improvvisamente Hallyday ha un assurdo problema cerebrale a tempo che gli fa dimenticare anche di andare in bagno, eh no, non è una figata come in "Memento" perchè fino a 5 minuti prima non aveva praticamente niente)...
Vabbè, fosse tutto qui il film sarebbe un patetico tentativo di fare noir duro e pure senza inventarsi niente e con una storiella sfilacciata... per fortuna che To fa il regista.
E allora le sparatorie diventano vere e proprie opere d'arte, la prima, nel bosco con il via vai di luce della luna è un susseguirsi di quadri di una bellezza inquietante, con la regia che fa agire i personaggi anche al buio, tanto le fiammate degli spari si vedono lo stesso (applauso). La sparatoria dentro l'appartamento azzecca qualche inquadratura ma per il resto è piuttosto convenzionale; invece quella finale delude abbastanza perchè dovrebbe essere l'apice e invece sembra più voler giocare con la malattia del prtagonista piuttosto che creare qualcosa di esteticamente indimenticabile, comunque ben realizzata come si confà a To. Poi ci sarebbe pure la sparatoria nella discarica, una sequenza realmente bella decisamente in stile To, con quel turbinio di cartacce che rendono la scena una sorta di "Hero" tra l'immondizia, e francamente mi piace poter considerare To un Yimou dei bassifondi (va detto che comunque To non sfrutta appieno le potenzialità di questo ambiente...).
Si insomma è brutto parlar male di To, però in questo caso aveva in mano materiale da vendere, e pur azzeccando parecchio perde completamente il filo quasi subito e si svacca...
Un film medio che avrebbe potuto essere il capolavoro.
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lunedì 30 novembre 2009
Breaking news - Johnnie To (2004)
(Dai si gin)
Visto in VHS registrato dalla tv.
Johnnie To sa perfettamente quello che fa, ha la sicurezza di un maestro e tutta l'esperienza necessaria, e quello che tira fuori è uno dei migliori thriller degli ultimi anni. Inutile raccontare la storia, è una caccia ai ladri all'interno di un palazzone, ma la polizia nel frattempo vuole anche utilizzare questi arresti come un enorme spot, e chiama a raccolta giornalisti e fotografi. Più che una critica ai media e alle nuove tecnologie (in questo caso il cellulare) il film mi sembra però voler mostrare le possibilità che questi offrono e gli effetti di un loro utilizzo, nel bene e nel male ovviamente.
Una fotografia asciutta e sbiadita il giusto rende perfettamente l'atmosfera, mentre la macchina da presa folleggia da virtuosismi tecnici (il film inizia con un piano sequenza di 6 minuti netti, di una sparatoria, detta in poche parole, un gran casino da riprendere) e scene splendidamente allestite (l'eleganza della scena nell'ascensore con il poliziotto, il ladro e l'assassino per esempio; splendida). Personaggi credibili, anche se un tantino troppo cool, e un finale eccellente sono solo il tocco finale di una grande opera.
Visto in VHS registrato dalla tv.
Johnnie To sa perfettamente quello che fa, ha la sicurezza di un maestro e tutta l'esperienza necessaria, e quello che tira fuori è uno dei migliori thriller degli ultimi anni. Inutile raccontare la storia, è una caccia ai ladri all'interno di un palazzone, ma la polizia nel frattempo vuole anche utilizzare questi arresti come un enorme spot, e chiama a raccolta giornalisti e fotografi. Più che una critica ai media e alle nuove tecnologie (in questo caso il cellulare) il film mi sembra però voler mostrare le possibilità che questi offrono e gli effetti di un loro utilizzo, nel bene e nel male ovviamente.
Una fotografia asciutta e sbiadita il giusto rende perfettamente l'atmosfera, mentre la macchina da presa folleggia da virtuosismi tecnici (il film inizia con un piano sequenza di 6 minuti netti, di una sparatoria, detta in poche parole, un gran casino da riprendere) e scene splendidamente allestite (l'eleganza della scena nell'ascensore con il poliziotto, il ladro e l'assassino per esempio; splendida). Personaggi credibili, anche se un tantino troppo cool, e un finale eccellente sono solo il tocco finale di una grande opera.
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