mercoledì 7 gennaio 2015

Stress da vampiro - Robert Bierman (1988)

(Vampire's kiss)

Visto in Dvx.

Uno yuppie di New York dal ciuffo biondo e con la psicoterapeuta con lo studio in centro città comincia a credere di esser un vampiro. Si ha avuto un incontro ravvicinato con un pipistrello ed un paio di allucinazioni, ma senza alcuna prova è convinto del suo graduale trasformarsi in mostro. Non riesce più ad avere rapporti con l'unica donna che gli interessa, mangia scarafaggi e piccioni crudi, si compra un paio di canini finti, abusa (in ogni senso possibile) di una sua segretaria e cerca di morire.

Il film potrebbe essere qualcosa di bello; una discesa dentro la follia che si esprime soprattutto come violenza psicologica (e non solo) verso le persone sottoposte; invece in questo film si preferisce mettere insieme 3 o 4 idee tutte contemporaneamente, mischiarle, seguirne malamente una più delle altre e vedere cosa viene fuori.
Non è una commedia nera in senso stretto; si ride per gli eccessi del film, ma dubito fossero voluti; non è un horror o un thriller e non funziona bene neppure come dramma.
Però questo film si ricorda e deve essere visto per Nicolas Cage. Dire che qui reciti sopra le righe è un eufemismo; qui vince il campionato mondiale di faccette esagerate in quasi ogni inquadratura (è da questo film che viene fuori il "You don't say" dei rage comics) e si permette discorsi idioti come "scusa se ieri sembravo volerti violentare in ufficio, ma avevo preso della mescalina e sai come va con queste cose" (e viene compreso e perdonato). Per me però la scena cult è quella nel finale dove lui pensa di stare dalla psicoanalista e di incontrare la donna della sua vita.
Applausi.

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