lunedì 13 gennaio 2020

Il terrore del silenzio - Mike Flanagan (2016)

(Hush)

Visto in tv.

Gli home invasion vivono di problemi degli assaliti (non hanno armi, minor numero, il trauma) e del capovolgimento nel corso della trama (gli assaliti si organizzano). Il gioco di Flanagan è tanto semplice quanto potenzialmente idiota: assalita e assalitore sono uno a uno, lui ha una balestra e qualche coltello... lei è sorda (e all'assalitore attizza l'idea di giocare con la vittima).

Potenzialmente un'idea che può ottima come una vaccata. Flanagan inventa pochissimo, preferendo prendere a piene mani dai capisaldi del genere (di fatto prende i topos di Bertino), ma li gestisce bene.
Utilizza la caratteristica della protagonista in maniera sensata e drammatica (amplificando o aannulando i suoni per aumentare la tensione), crea un personaggio articolato che non si limita alla fuga, ma ha un background e delle peculiarità, riesce a tenere la tensione e l'attenzione per tutto il tempo con solo un paio di momenti pretestuosi (come spesso succede in questo genere).
L'effetto finale è decisamente buono, senza picchi fulminanti, ma il prodotto è solido e ben costruito; c'è un (pallido) tentativo di sdoganarsi da Bertino con fughe, possibilità di intervento esterno, un finale alla "You're next" (ok, sto esagerando, diciamo che c'è dell'enpowerment, ma non a quei livelli) e addirittura l'antagonista che si toglie la maschera (ammazzando metà dell'effetto thrilling).

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