(Id.)
Visto in Dvx.
Due dipendenti di un grande magazzino di Milano si innamorano, ma, ovviamente, all'inizio si respingono. Lui la insegue, lei si allontana e viene avvicinata dal capo del personale. Nel mentre si inseriscono una serie di furti di cui lei viene accusata; sarà lui a tirarla fuori d'impaccio.
Ennesimo film della coppia Camerini/De Sica con il ricongiungimento della già nota Assia Noris. Insomma viene costruita la solita commedia romantica molto leggera fatta di innamoramenti improvvisi e segreti, di avvicinamenti e allontanamenti, di crisi finale e del più classico scioglimento consolatorio. Non c'è molta inventiva, ma molta professionalità e un'idea ben precisa di quello che si sta facendo. Non c'è la tenerezza di Capra, la classe di Lubitsch o le sceneggiature alla Borzage, ma il film è onesto ed efficace; abbastanza diretto e compatto che riesce a rendere secondarie le ingenuità.
Non ci sono le idee visive di alcuni dei film precedenti di Camerini anche se diverse buone sequenze sono garantite. Quello che però fa la differenza è l'esperienza di chi sta lavorando.
De Sica ormai è un esperto della parte del ragazzo di buone speranze da quasi 10 anni, la Noris risulta molto brava nelle emozioni trattenute... curiosamente sbraga (e male) in quelle dove le emozioni sono più schiette. Inoltre c'è un'ottima risma di comprimari (da applausi la prestazione di Riento).
Non il migliore della solita coppia, ma una commedia rosa che avercene.
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mercoledì 11 maggio 2016
venerdì 14 agosto 2015
Il Signor Max - Mario Camerini (1937)
(Id.)
Visto in Dvx.
Un giornalaio di Milano una volta all'anno fa una crociera dove si immerge nel mondo della ricca nobiltà italiana; lo fa per il gusto di sentirsi un signore e lo fa con i propri risparmi. Li incontra una donna di cui si innamora e, conoscendola, viene scambiato per un ricco rampollo piuttosto sfuggente. Le cose prenderanno pieghe imprevedibili quando i nuovi "amici" lo porteranno a vivere una vita al di sopra delle proprie possibilità e, soprattutto, quando si accorgerà che la giovane cameriera della nobildonna è molta più interessante della vuota riccastra.
All'ennesima collaborazione fra Camerini e De Sica viene girato quello che sarà il film simbolo della coppia (il film più ricordato e quello con più remake...inguardabili).
Se alla regia Camerini sembra meno impegnato a dare un'impronta personale innovativa (come avvenne nei suoi film precedenti che sono riuscito a vedere; "Darò un milione" e "Gli uomini... che mascalzoni") sembra però molto più impegnato a dare più solidità a una trama tra le meglio scritte dell'epoca. La base è quella di una commedia degli equivoci tinta in rosa, ma il capolavoro che viene costruito da Camerini sta tutto nella leggerezza del racconto (la leggerezza è, forse, il vero marchio di fabbrica del regista) che rimane godibilissimo anche 80 anni dopo e nel sentimentalismo ben utilizzato. Se la parte della commedia dà agilità alla vicenda (senza mai scadere nel comico ottuso o nel macchiettistico come, purtroppo, verrà fatto nei remake successivi), la parte romantica riesce a non essere indigesta, anzi dona un'empatia altrimenti impossibile ai personaggi e credo possa essere ancora commovente nella sa semplicità.
De Sica poi si rivela veramente in parte quando recita la parte del bravo ragazzo del popolo.
Visto in Dvx.
Un giornalaio di Milano una volta all'anno fa una crociera dove si immerge nel mondo della ricca nobiltà italiana; lo fa per il gusto di sentirsi un signore e lo fa con i propri risparmi. Li incontra una donna di cui si innamora e, conoscendola, viene scambiato per un ricco rampollo piuttosto sfuggente. Le cose prenderanno pieghe imprevedibili quando i nuovi "amici" lo porteranno a vivere una vita al di sopra delle proprie possibilità e, soprattutto, quando si accorgerà che la giovane cameriera della nobildonna è molta più interessante della vuota riccastra.
All'ennesima collaborazione fra Camerini e De Sica viene girato quello che sarà il film simbolo della coppia (il film più ricordato e quello con più remake...inguardabili).
Se alla regia Camerini sembra meno impegnato a dare un'impronta personale innovativa (come avvenne nei suoi film precedenti che sono riuscito a vedere; "Darò un milione" e "Gli uomini... che mascalzoni") sembra però molto più impegnato a dare più solidità a una trama tra le meglio scritte dell'epoca. La base è quella di una commedia degli equivoci tinta in rosa, ma il capolavoro che viene costruito da Camerini sta tutto nella leggerezza del racconto (la leggerezza è, forse, il vero marchio di fabbrica del regista) che rimane godibilissimo anche 80 anni dopo e nel sentimentalismo ben utilizzato. Se la parte della commedia dà agilità alla vicenda (senza mai scadere nel comico ottuso o nel macchiettistico come, purtroppo, verrà fatto nei remake successivi), la parte romantica riesce a non essere indigesta, anzi dona un'empatia altrimenti impossibile ai personaggi e credo possa essere ancora commovente nella sa semplicità.
De Sica poi si rivela veramente in parte quando recita la parte del bravo ragazzo del popolo.
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mercoledì 24 febbraio 2010
Darò un milione - Mario Camerini (1935)
(Id.)
VIsto in DVD.
Un film decisamente godibile, divertente e lieve come si sarebbe riusciti a fare venti o trentanni dopo. La storia è certamente convenzionale, anzi quasi didascalica, e molto buonista, eppure il ritmo e le trovate funzionano quasi completamente creando un film che non annoia uno spettatore moderno.
Poi c'è Camerini, regista misconosciuto ma grandioso, che tira fuori delle idee, delle immagini che fanno impressione; su tutte il risveglio di De Sica tra i panni stesi, reso in maniera onirica tanto che non ci si rende conto se si tratti di realtà sogno (come verrà fatto solo dieci anni dopo, anche se meglio riuscito, "Scala al paradiso"), e ci si muove così in un labirinto di lenzuola e di ombre, bellissimo. Anche la scena delle scimmie che banchettano sul tavolo dove c'è stata la cena dei poveri è suggestivo, personalmente mi ha ricordato "Aguirre", ok, so che il paragone è esagerato, ma spontaneamente ho subito pensato al film di Herzog.
Certo, poi le ingenuità e le occasioni sprecate fioccano, ma il film riesce a lasciare comunque un buon retrogusto.
VIsto in DVD.
Un film decisamente godibile, divertente e lieve come si sarebbe riusciti a fare venti o trentanni dopo. La storia è certamente convenzionale, anzi quasi didascalica, e molto buonista, eppure il ritmo e le trovate funzionano quasi completamente creando un film che non annoia uno spettatore moderno.
Poi c'è Camerini, regista misconosciuto ma grandioso, che tira fuori delle idee, delle immagini che fanno impressione; su tutte il risveglio di De Sica tra i panni stesi, reso in maniera onirica tanto che non ci si rende conto se si tratti di realtà sogno (come verrà fatto solo dieci anni dopo, anche se meglio riuscito, "Scala al paradiso"), e ci si muove così in un labirinto di lenzuola e di ombre, bellissimo. Anche la scena delle scimmie che banchettano sul tavolo dove c'è stata la cena dei poveri è suggestivo, personalmente mi ha ricordato "Aguirre", ok, so che il paragone è esagerato, ma spontaneamente ho subito pensato al film di Herzog.
Certo, poi le ingenuità e le occasioni sprecate fioccano, ma il film riesce a lasciare comunque un buon retrogusto.
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