(Notre-Dame de Paris)
Visto in Dvx.
La storia del libro di Victor Hugo è stata presa piuttosto pedissequamente con tanto rispetto per il testo scritto.
Il problema di questo film è tutto qui, ha più rispetto per il libro che per il cinema; fa un compitino preciso e pulito, ma non crea niente dal punto di vista visivo.
Se il film degli anni '30 basava tutto sulla componente visiva e sull sorpresa suddividendo l'hype sul trucco di Laughton come Quasimodo, sulle scenografie e sul gioco di luci; questo film invece smonta l'effetto gotico del campanaro trasformandolo in un comune mostrillo senza molto pathos o sofferenza (niente a che vedere con l'espressione sempre dolente del suo predecessore), smonta le scenografie esagerate e inverosimili in favore di uno sforzo notevole comunque (la cattedrale ricostruita) in favore di una normalità insignificante, infine le luci, così come le ombre o la fotografia sembrano essere state dimenticate, i colori differenti che definiscono i vari personaggi sono un espediente già vecchissimo negli anni '50.
L'effetto finale è quello che dicevo, un dramma onesto e pulito, perfetto per la domenica pomeriggio, ma senza alcun motivo di reale interesse che non riesce a trasmettere mai nulla, né l'amore, né il dramma.
PS: cast all star completamente buttato.
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lunedì 12 novembre 2018
mercoledì 19 febbraio 2014
Il tesoro dell'Africa - John Huston (1953)
(Beatr the devil)
Visto in tv.
Una coppia di pacifici inglesi in procinto di partire per l'Africa, ma bloccati in Italia per una problema della nave, entra in rapporti con Bogart, avventuriero in affari con un gruppo di buffi personaggi. La coppia di inglesi verranno invischiati in questioni più ampie di loro, ma ne usciranno con stile.
Una farsa sul tema noir che ha contraddistinto i migliori film di Huston, in sostanza una presa in giro di se stesso. La storia è un'ironica e confusa versione del classico film con Bogart scritta, anzi co-scritta, (ma sarebbe meglio dire improvvisata, visto che veniva scritta giorno per giorno) da un Capote incredibilmente divertente, ma british e privo di ogni logica nel far muovere i personaggi.
Huston dal canto suo si fa notare in alcune svolazzanti scene in esterno, in diverse scene in interni con i suoi piccoli piani sequenza e nella continua costruzione delle scene a più livelli, pur senza avere una profondità di campo che permetta una messa a fuoco completa.
Poteva essere un film piacevole; ed invece è un'agonia.
Apprezzo le versioni originali, ma non sono un giannizzero dei sottotitoli; qui però il doppiaggio è criminale; ammazza tutto, appiattisce tutti, rende nevrastenici dopo 15 minuti (che sembrano 45); e ripeto, tutto solo per colpa del doppiaggio. Non pensavo si potessero fare così tanti danni con voci sbagliate, piatte e fuori sincro, ma Bogart sembra invecchiare in ogni scena, Lorre è un piatto ectoplasma, la Lollobrigida e la Jones potrebbero essere una qualunque attricetta svampita anni '50. Un delitto continuo.
Credo che di per se il film non risulti molto riuscito neppure in originale; ma così è davvero una tortura.
Visto in tv.
Una coppia di pacifici inglesi in procinto di partire per l'Africa, ma bloccati in Italia per una problema della nave, entra in rapporti con Bogart, avventuriero in affari con un gruppo di buffi personaggi. La coppia di inglesi verranno invischiati in questioni più ampie di loro, ma ne usciranno con stile.
Una farsa sul tema noir che ha contraddistinto i migliori film di Huston, in sostanza una presa in giro di se stesso. La storia è un'ironica e confusa versione del classico film con Bogart scritta, anzi co-scritta, (ma sarebbe meglio dire improvvisata, visto che veniva scritta giorno per giorno) da un Capote incredibilmente divertente, ma british e privo di ogni logica nel far muovere i personaggi.
Huston dal canto suo si fa notare in alcune svolazzanti scene in esterno, in diverse scene in interni con i suoi piccoli piani sequenza e nella continua costruzione delle scene a più livelli, pur senza avere una profondità di campo che permetta una messa a fuoco completa.
Poteva essere un film piacevole; ed invece è un'agonia.
Apprezzo le versioni originali, ma non sono un giannizzero dei sottotitoli; qui però il doppiaggio è criminale; ammazza tutto, appiattisce tutti, rende nevrastenici dopo 15 minuti (che sembrano 45); e ripeto, tutto solo per colpa del doppiaggio. Non pensavo si potessero fare così tanti danni con voci sbagliate, piatte e fuori sincro, ma Bogart sembra invecchiare in ogni scena, Lorre è un piatto ectoplasma, la Lollobrigida e la Jones potrebbero essere una qualunque attricetta svampita anni '50. Un delitto continuo.
Credo che di per se il film non risulti molto riuscito neppure in originale; ma così è davvero una tortura.
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lunedì 23 agosto 2010
Trapezio - Carol Reed (1956)
(Trapeze)
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Consueta storia di caduta e riscatto con un trapezista (Lancaster) che dopo un salto triplo si spezza qualche osso e si ritira dalle scene finchè un giovine (Curtis) di belle speranze ed altrettante capacità non gli va a fare un paio di giravolte davanti allora si convince ad insegnargli il triplo e torna sulle scene. Poi però c'è la solita donna (una Lollobrigida finalmente stronza) che nteressata com'è ad emergere ed al guadagno è disposta a passare sopra alle persone con cui stava organizzando lo spettacolo per unirsi ai due protagonisti, innamorate di Lancaster cercherà di sedurre Curtis perchè il primo è troppo furbo per accettare le sue condizioni.
Il film come storia non decolla mai, tranne forse nel finale dove la doppiogiochista viene doppiogiocata da Lancaster che verrà scoperto ecc... vabbè, non decolla mai.
Reed però non si da per vinto, e ci prova a tirare fuori un film valevole; di tutti i suoi sforzi non si può non notare le riprese in volo dei trapezisti, in cui ogni inquadratura cerca di essere diversa dalla precedente fino ad arrivare ad un carpiato fatto dalla macchina da presa.
Film tutto sommato carino ma senza entusiasmo; Reed si difende, ma non svetta.
PS: Pare che Lancaster abbia girato di persona la gran parte delle scene sul trapezio. Lodevole.
Visto in Dvx, in lingua originale sottotitolato in inglese.
Consueta storia di caduta e riscatto con un trapezista (Lancaster) che dopo un salto triplo si spezza qualche osso e si ritira dalle scene finchè un giovine (Curtis) di belle speranze ed altrettante capacità non gli va a fare un paio di giravolte davanti allora si convince ad insegnargli il triplo e torna sulle scene. Poi però c'è la solita donna (una Lollobrigida finalmente stronza) che nteressata com'è ad emergere ed al guadagno è disposta a passare sopra alle persone con cui stava organizzando lo spettacolo per unirsi ai due protagonisti, innamorate di Lancaster cercherà di sedurre Curtis perchè il primo è troppo furbo per accettare le sue condizioni.
Il film come storia non decolla mai, tranne forse nel finale dove la doppiogiochista viene doppiogiocata da Lancaster che verrà scoperto ecc... vabbè, non decolla mai.
Reed però non si da per vinto, e ci prova a tirare fuori un film valevole; di tutti i suoi sforzi non si può non notare le riprese in volo dei trapezisti, in cui ogni inquadratura cerca di essere diversa dalla precedente fino ad arrivare ad un carpiato fatto dalla macchina da presa.
Film tutto sommato carino ma senza entusiasmo; Reed si difende, ma non svetta.
PS: Pare che Lancaster abbia girato di persona la gran parte delle scene sul trapezio. Lodevole.
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