(Masterminds)
Visto su NowTv.
Jared Hess è uno dei registi indipendenti più personali e interessanti in circolazione, ovviamente è anche il mio preferito. Caratterizzato da personaggi dai connotati chiarissimi, immersi in un mondo a sé e con un'estetica (che arriva fino alle scelte di regia) pesantissima e molto riconoscibile. Sforna pochi film tutti molto simili (le tematiche sono sempre quelle), ma come i registi migliori (si legga pure Allen) si ripete rimanendo sempre originale.
In passato preconizzavo che la sua forza sarebbe diventata il suo limite rimestando nel già visto e nel banale e morendo sotto il peso del suo armamentario visivo.
Il passaggio a un cinema più ricco invece mi ha smentito, la sua morte (per ora) è stato l'abbandono dei suoi cliché.
Il film è comico demenziale con attori più o meno di peso in quel settore e nient'altro che sia in grande spolvero. La trama si concentra a costruire un film adatto per gli orfani di "Una notte da leoni" riuscendoci in parte, ma perdendo tutto in originalità.
Hess dal canto suo conduce si una storia di outsider, ma che nella tradizione hollywoodiana sognano il sistema e ne entreranno a far parte; per il resto il regista si limita all'abbigliamento del protagonista, qualche Personaggio spalla (la moglie è l'unica completamente alla Hess, impassibile, comica per il modo di porsi e non per quello che dice) e per una certa atemporalità ( il film potrebbe essere ambientato negli anni '80 come l'altro ieri).
Sembra quasi che dopo l'incipit (la presentazione dei due protagonisti in maniera quasi statica e una comicità puramente fisica, fino allo shooting fotografico) il regista si sia messo da parte. Proprio quell'inizio ci illude di come sarebbe potuto essere un'opera di Hess con i soldi, ma è troppo poco.
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lunedì 12 ottobre 2020
lunedì 9 marzo 2020
Downsizing. Vivere alla grande - Alexander Payne (2017)
(Downsizing)
Visto su netflix.
Viene inventato il sistema per rimpicciolire gli esseri umani senza alcun effetto collaterale. Il sistema è stato pensato per abbattere l'impronta ecologica umana e diventare più sostenibile; ma a fianco di queste nobili motivazioni c'è il minor costo della vita che eprmette anche a chi ha bassi risparmi di poter vivere da milionario.
Con questa idea base il film sviluppa un mondo coerente dove gli uomini a dimensioni normali si avvicinano all'idea della diminuzione di dimensioni con tutti i pregiudizi del caso (minori consumi significa minor gettito fiscale quindi in teoria meno servizi, la difficoltà di rivedere parenti e amici normali, ecc...); ma viene creato anche il microcosmo della riserva dove vivono i rimpiccioliti e dove c'è ricchezza ci vuole qualcuno più indigente a svolgere i lavori che nessuno vuole fare.
Il marketing di questo film sembrava indirizzare verso la commedia divertente e se l'impressione rimane il mood è rapidamente portato verso il basso per poi diventare una commedia amara, ma ricca di speranza.
Amara perché Payne (regista e sceneggiatore) sembra avere chiara l'idea che la società (qualunque società, anche quelle fondate su idee nobili) non può essere magnanima, ma avrà sempre con se zone oscure, in qualche maniera, presto o tardi o anche solo per qualche categoria, sarà comunque matrigna. Contro la società, ma senza sovvertirla, possono lavorare i singoli che compensano le mancanze sociali e quelle personali di altri meno sensibili.
A fianco di una visione cupa (ma, appunto, speranzosa grazie allo sforzo dei singoli) il film intrattiene bene, con una gestione dall'idea fantascientifica di base ottima, non rimane solo come un McGuffin superficiale, ma cerca di essere razionalizzata e sviluppata il più possibile. Non tutti gli sviluppi possibili vengono colti, ma, d'altra parte, non sono queste le intenzioni iniziali e da metà film il risvolto sociale ha il sopravvento.
PS: comparsata di Udo Kier che fa sempre piacere vedere
Visto su netflix.
Viene inventato il sistema per rimpicciolire gli esseri umani senza alcun effetto collaterale. Il sistema è stato pensato per abbattere l'impronta ecologica umana e diventare più sostenibile; ma a fianco di queste nobili motivazioni c'è il minor costo della vita che eprmette anche a chi ha bassi risparmi di poter vivere da milionario.
Con questa idea base il film sviluppa un mondo coerente dove gli uomini a dimensioni normali si avvicinano all'idea della diminuzione di dimensioni con tutti i pregiudizi del caso (minori consumi significa minor gettito fiscale quindi in teoria meno servizi, la difficoltà di rivedere parenti e amici normali, ecc...); ma viene creato anche il microcosmo della riserva dove vivono i rimpiccioliti e dove c'è ricchezza ci vuole qualcuno più indigente a svolgere i lavori che nessuno vuole fare.
Il marketing di questo film sembrava indirizzare verso la commedia divertente e se l'impressione rimane il mood è rapidamente portato verso il basso per poi diventare una commedia amara, ma ricca di speranza.
Amara perché Payne (regista e sceneggiatore) sembra avere chiara l'idea che la società (qualunque società, anche quelle fondate su idee nobili) non può essere magnanima, ma avrà sempre con se zone oscure, in qualche maniera, presto o tardi o anche solo per qualche categoria, sarà comunque matrigna. Contro la società, ma senza sovvertirla, possono lavorare i singoli che compensano le mancanze sociali e quelle personali di altri meno sensibili.
A fianco di una visione cupa (ma, appunto, speranzosa grazie allo sforzo dei singoli) il film intrattiene bene, con una gestione dall'idea fantascientifica di base ottima, non rimane solo come un McGuffin superficiale, ma cerca di essere razionalizzata e sviluppata il più possibile. Non tutti gli sviluppi possibili vengono colti, ma, d'altra parte, non sono queste le intenzioni iniziali e da metà film il risvolto sociale ha il sopravvento.
PS: comparsata di Udo Kier che fa sempre piacere vedere
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sabato 17 settembre 2011
Come ammazzare il capo... e vivere felici - Seth Gordon (2011)
(Horrible bosses)
Visto al cinema.
Tre amici sono vessati, ognuno a modo suo, dal proprio capo; dopo una serie di situazioni sempre più gravi decidono che l’unico modo per sopravvivere è fare fuori i loro principali; ma come insegna Hitchcock decideranno che ognuno farà fuori il boss dell’altro per non avere movento e farsi un alibi. Ovviamente le cosa non andranno come previsto.
Diciamolo subito, è divertente. Non ho visto un film comico come questo al cinema da Una notte da leoni. Si ride eccome. E si ride pure su battute pesanti e politicamente scorrette; meglio di così.
Che altro si può volere da un film comico? Che non abbia un finale banale?... peccato ce l’ha, ma è tutto l’andamento della storia che merita e la conclusione prevedibile e prevista non disturba dopo un film del genere.
Poi un encomio all’idea geniale, quella di dare agli attori più importanti le parti minori (non protagonisti) dei boss. Idea magnifica perché in questo modo i tre antagonisti vengono immediatamente caratterizzata dai 2 tic pensati dallo sceneggetore e dal volto dell’attore che li interpreta, basta veramente poco e tutto il background cinematografico e il carisma dei 3 interpreti delinea perfettamente dei personaggi che tutto sommato stanno in scena poco (soprattutto Colin Farrell).
Infine questo è il film dove, finalmente, la Aniston interpreta una ninfomane; si insomma il miglior suo miglior film.
Visto al cinema.
Tre amici sono vessati, ognuno a modo suo, dal proprio capo; dopo una serie di situazioni sempre più gravi decidono che l’unico modo per sopravvivere è fare fuori i loro principali; ma come insegna Hitchcock decideranno che ognuno farà fuori il boss dell’altro per non avere movento e farsi un alibi. Ovviamente le cosa non andranno come previsto.Diciamolo subito, è divertente. Non ho visto un film comico come questo al cinema da Una notte da leoni. Si ride eccome. E si ride pure su battute pesanti e politicamente scorrette; meglio di così.
Che altro si può volere da un film comico? Che non abbia un finale banale?... peccato ce l’ha, ma è tutto l’andamento della storia che merita e la conclusione prevedibile e prevista non disturba dopo un film del genere.
Poi un encomio all’idea geniale, quella di dare agli attori più importanti le parti minori (non protagonisti) dei boss. Idea magnifica perché in questo modo i tre antagonisti vengono immediatamente caratterizzata dai 2 tic pensati dallo sceneggetore e dal volto dell’attore che li interpreta, basta veramente poco e tutto il background cinematografico e il carisma dei 3 interpreti delinea perfettamente dei personaggi che tutto sommato stanno in scena poco (soprattutto Colin Farrell).
Infine questo è il film dove, finalmente, la Aniston interpreta una ninfomane; si insomma il miglior suo miglior film.
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