lunedì 15 giugno 2020

Irrational man - Woody Allen (2015)

(Id.)

Visto su netflix.

Un professore di filosofia dell'università si trova in una profonda depressione a causa della propria sensibilità (e una vita con un passato impegnativo). Non servirà a aiutarlo la relazione con una giovane studentessa, ma il loro rapporto lo aiuterà a prendere una decisione, uccidere un uomo che non conosce per una sorta di "bene superiore". Questo atto diretto con conseguenze reali (che lui ritiene positive) gli fa riscoprire il gusto della vita.

Questo film è la classica riproposizione di topos allenniani (quelli più della fase depressiva) rimescolati, il caso che decide delle vite delle persone, l'impossibilità di rapporti stabili, le sovrastrutture sociali e filosofiche utili solo a sopportare la vita ecc...
Il film riesce in maniera particolare a far uscire i personaggi, meno caricaturali e più incisivi del solito (il protagonista maschile, quantomeno, magnifico nella sua depressione e la moglie del professore suo amico).
Il problema è la trama; sicuramente interessante, ma piuttosto superficiale nello svolgimento, leggera nelle fasi gravi e sfuggente in quelle leggere, non riesce mai a creare il pathos giusto neppure nella scena dell'omicidio o quella negli ascensori del finale dove l'emotività andrebbe incanalata e fatta esplodere. Forse è più un problema di distacco e mancanza di empatia, ma il risultato non cambia, il film si fa guardare, ma scivola via facilmente.
Da sottolineare invece il finale, fugace e leggero come il resto del film, ma, incredibilmente (per Allen, soprattutto in un film del genere), ricco di speranza.

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