sabato 8 maggio 2010

L'udienza - Marco Ferreri (1971)

(Id.)

Visto in VHS.

Un ragazzo, piuttosto ingenuo, vorrebbe porre una domanda al papa; a questo scopo si trova in fila per un'udienza pubblica a cui è già stato ammesso... purtroppo ha la poco brillante idea di palesare il suo desiderio ad un porporato che gli è accanto; sarà l'inizio di un'avventura kafkiana (come lo stesso protagonista dirà più volte). Kafkiana in tutto, un sistema di potere a cui tutti sono assoggettati e di cui tutti fanno parte, che serve più ad evitare la comprensione dei meccanismi interni piuttosto che facilitare i rapporti fra l'istituzione ed il pubblico. Kafkiano pure il finale.
Il film parte da dio, ricalcando proprio le cadenze dei romanzi dello scrittore ceco e creando personaggi perfetti, sia l'attonito protagonista interpretato da Jannacci, sia il capo della sicurezza fatto da uno splendido Tognazzi. Il senso di labirintica complessità, di impossibilità d'ottenere il necessario e di mancanza di motivazioni a tutto ciò che accade è realizzato perfettamente... ben presto però, esce troppo dal seminato, concentrandosi sul rapporto con la prostituta e giocando di sentimenti elimina quanto fatto in precedenza, introduce personaggi meno credibili ed avvincenti (quello del principe interpretato da Gassman ad esempio). Il film diventa quindi ripetitivo, qui e la noioso, ma soprattutto inutile. Un peccato, ma anche un buon tentativo.

2 commenti:

Gegio ha detto...

A me piace perché è già dirompente l'atto di cercare un contatto con il pontefice, cosa che dovrebbe essere normalissima.

Lakehurst ha detto...

infatti, l'idea da cui parte, per quanto semplice, è geniale, e il film parte benissimo seguendo quell'idea, è solo quando l'udienza dal papa passa in secondo piano che il film cala di livello