martedì 28 dicembre 2010

Delicatessen - Jean-Pierre Jeunet (1991)

(Id.)

Visto in DVD.

Agli inizi Jeunet era già Jeneut; meno fiabesco, ma sempre favolistico (se mi si passa l’espressione).

In un futuro post-apocalittico, in un condominio fuori città, il macellaio (padrone del palazzo) offre carne umana come cibo più pregiato, carne presa dai malcapitati che rispondono ad un suo annuncio di lavoro. Nel momento in cui, a rispondere a quell’annuncio, arriva un ex clown le cose cambiano; stralunato, ingenuo, con una felicità che dona gioia a chi gli sta accanto per il suo semplice esistere (si esatto, è un’Amélie in versione maschile)… ovviamente la figlia del macellaio si innamorerà di lui.

Jeunet non crea un unico personaggio, ma un intero mondo che ubbidisce alle sue regole. Tutti gli abitanti di quel condominio sono personaggi grotteschi, ingenui e vittime dell’ambiente o di loro stessi, sospesi in un mondo, certamente apocalittico, ma pur sempre sospeso, irreale e crudele proprio com’è nelle fiabe. La regia è dinamica e cartoonistica con la solita accuratezza assoluta nella fotografia e nella messa in scena; certo i movimenti di camera sono meno funambolici e gli inserti ancora non ci sono, ma le basi per tutti i suoi film futuri ci son tutti.

Complessivamente questo film è originale, divertente, ma niente di più, non offre nulla a livello di storia, ma poco importa, è solo un banco di prova.

2 commenti:

robydick ha detto...

visto ai tempi, mi deluse moltissimo, mi aspettavo di più, nel senso del grottesco...
ciao :)

Lakehurst ha detto...

massi, in effetti non è esagera ne nel grottesco, ne nel favolistico, e quello che si ottiene è un film originale ma abbastanza insipido. lo si apprezza, secondo me, a livello storico, perchè Jeneut si esprime appieno.