domenica 19 dicembre 2010

La corona di ferro - Alessandro Blasetti (1941)

(Id.)

Visto in Dvx.

Il secondo Kolossal dell’Italia fascista (il primo fu "Scipione l'africano") è un fantasy ambientato nel primo medioevo in un luogo non precisato, in cui un re, che ha preso il potere tradendo il fratello e massacrando i nemici, viene perseguitato da una maledizione. Tutti i suoi tentativi di salvare la figlia dal destino la porteranno, ovviamente, proprio verso la terribile fine che era stata predetta.

Un film d’epoca fascista stranamente pacifista e antitotalitarista (pare che dopo averlo visto Goebbels commentò che se un regista tedesco avesse fatto un film simile l'avrebbero messo al muro immediatamente...). La storia appare evidentemente intrisa di tragedia greca e dramma Shakespeariano con il fantasma premonitore e il continui tentativi di allontanare la profezia che invece la avvicinano inesorabilmente. Il film risulta una macchina da tragedia perfetta, ricca di riferimenti (certamente kitch, come il vestito orientaleggiante del personaggio di Valenti) fantasiosi.

Ed è proprio qui il punto di forza del film; l’indipendenza delle idee che fanno riferimento ad ogni influsso culturale dell’epoca (il riferimento al cristianesimo è pesante, e i richiami alla roma dei cesari evidente, ma vi sono anche i già citati influssi orientali, i riferimenti ai barbari ecc…).

Questa fantasia nella messa in scena di un dramma classico, ma spietato (ok c’è il finale felice, ma fino ad un certo punto) è il motivo principale per cui guardare questa pellicola d’epoca.

3 commenti:

robydick ha detto...

ne avevo già letto bene, e te confermi. prima o poi lo guarderò ;-)

Christian ha detto...

Interessantissima fiaba fantasy che meriterebbe di essere conosciuta di più (magari in visione abbinata a "La cena delle beffe").

Lakehurst ha detto...

quello che più sorpende è che un film del genere sia stato fatto in periodo fascista...
e il cast all star è estremamente piacevole (è la prima volta che vedo sullo schermo la coppia Valenti/Ferida).

La cena delle beffe ce l'ho ma non l'ho ancora visto, e devo dire che mi ispira. molto più di scipione l'africano