venerdì 26 ottobre 2018

Kill Bill: Vol. 2 - Quentin Tarantino (2004)

(Id.)

Visto in DVD in lingua originale sottotitolato in spagnolo.


"Kill Bill" l'ho visto al cinema e da allora l'ho visto oltre la decina di volte, ma in effetti non mi era mai capitato di vedere il secondo senza vedere prima il Vol.1.
Questo secondo capitolo si caratterizza per un ritmo più rilassato, una predominanza dei dialoghi sull'azione e su una sorta di resa di conti interna ai vari personaggi. Le dinamiche tra i vari caratteri permettono alla vicenda di avere dinamismo senza scadere nel già visto (la sposa non arriverà a uccidere tutti e non è infallibile), assieme alla divisione in capitolo senza ordine cronologico è il vero motore del movimento interno del film.

Il chiacchiericcio (che ha fatto allontanare diverse persone dal film) è anche questo un buon sistema per non diventare la fotocopia del primo, mentre lo scontro finale tutto giocato sui dialoghi, pur essendo un poco frustrante, riesce a rendere il climax che con uno scontro "normale" si sarebbe rischiato di sprecare; in poche parole, quanto difficile è rendere lo scontro finale dopo 4 ore di hype? Tarantino supera il problema con uno showdown emotivo e un duello di parole.

In ogni caso i momenti d'azione non mancano, lo scontro de La sposa con Elle dentro la roulotte è obiettivamente bellissimo (da applausi la parte iniziale in cui Elle non riesce a estrarre la katana) e la breve scaramuccia tra La sposa e Bill entrambi da seduti è un magnifico momento di giocoleria marziale.

L'estetica rimane quella altissima di Tarantino che, per questa coppia di film, raggiunge vette incredibile, semplicemente più polverosa e accaldata per l'ambientazione western. Ecco lo switch principale tra i due film, lo sanno anhce i sassi, è questo passaggio dal wuxia al western. Al di là delle citazioni dirette e ossessive ("Sentieri selvaggi" e Morricone sono presenze costanti) e quelle più sottili e spesse volte forzate; al di là di tutto questo quello che rimane è lo spirito di "Duello al sole", base americana per ogni film di amore e odio (in stile western) che sarebbe scontato ritenere il padre putativo di questo "Kill Bill: Vol. 2", ma che rimane sottotraccia per il dinamismo della trama riuscendo però a esplodere enormemnte nello showdown finale (per questo così efficace) esemplificato dal perfetto primissimo piano piano di Uma Thurman mentre abbraccia sua figlia guardando Bill, un misto di amore e rabbia che sarebbe da mettere in un museo.

Dopo molte visioni per la prima volta mi è sembrato di vedere qualche momento di invecchiamento del film, in alcuni abiti della Thurman ancora anni '90 così come in certe dissolvenze incrociate; ammesso che ciò sia vero (e non una scleta precisa), rimane comunque un film senza tempo, un film magnifico che ha da invidiare al primo le coreografie quanto il primo deve invidiare a questo i dialoghi.

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