giovedì 7 luglio 2011

Dillinger è morto - Marco Ferreri (1969)

(Id.)

Visto in VHS. Michel Piccoli torna a casa, trova una pistola nascosta in dispensa, la smonta la olia bene e la ricostruisce; nel frattempo cucina, mangia, risponde al telefono, guarda filmini, da la buonanotte alla moglie, insidia la cameriera; poi piglia la pistola ammazza la moglie e se ne va di casa. Giunto al mare troverà una barca che ha appena perso il cuoco, ottimo inizio per una fuga…

Se c’è una cosa che odio sono i film a tema. Tutti tesi a dare addosso alla borghesia/famiglia/religione/eccetera in maniera più o meno ragionevole, più o meno ragionata, ma sempre duri e puri, disposti anche a perdere completamente la forma, l’estetica e l’intrattenimento, elementi questi che a mio avviso sono imprescindibili in un film, anche non tutti insieme, ma almeno uno!

Film noiosissimo, sostanzialmente senza trama, rappresenta la quintessenza del film a tema anni ’60-’70, senza particolare grazia o forma sta li ad annoiare il pubblico per poi strappare un applauso che sente obbligato perché per tutto il tempo ti ha fatto vedere quanto è più intelligente o più contro. Mi spiace, ma a mio avviso il cinema è altrove.

7 commenti:

robydick ha detto...

porcocane, uno dei film più belli che abbia mai visto, noiosissimo !?!?!
ahah! mannagg... lake, sei veramente un personaggio :)

Lakehurst ha detto...

ah si? cos'è che ti colpisce? come detto secondo me almeno in aprte deve esserci intrattenimento (che vuol dire estetica, ritmo, ecc) e se questo manca già il film parte male. ora v ado a vedere se ne hai già parlato.

robydick ha detto...

be', tutta l'atmosfera di disincanto, noia, antimaterialista. a suo modo è un film spirituale... di fatto quelli che tu identifichi come difetti per me sono pregi. mi sono calato anche negli anni in cui è uscito, cosa fondamentale secondo me quando si guarda un film del passato.
tutto qua! :D

occhio sulle espressioni ha detto...

Addirittura, Lake, ci sei andato giù tosto! Sostanzialmente d'accordo con Roby, e ti dico che il "riot radical chichismo" non piace neanche a me, ma non mi sembra questo il caso: la forma c'è, l'estetica anche, l'intrattenimento non penso sia da collegare forzatamente al ritmo, è l'alienazione quotidiana mostrata ad essere rappresentata così.

Lakehurst ha detto...

indubbia l'alienazione quotidiana mostrata in amniera diretta, in tutta la sua svogliatezza e futilità, ma è proprio qui il problema secondo me, se crei un film e vuoi mostrare la noia non devi obbligatoriamente annoiare; e sempre a parer mio se proprio vuoi farlo "in tempo reale" deve esserci una controporte estetica notevolissima per compensare la mancanza di un racconto interessante (estremizzando, si può anche fare senza una trama, ma allora devi farmi un'opera d'arte visuale).

Io e Ferreri ci capiamo poco.

Lakehurst ha detto...

ah si, beh trovo giustissimo la contestualizzazione dei film, sennò tutti i film muti sarebbero da considerarsi porcate a priori; in questo caso però temo di non essere in grado, è troppa l'idiosincrasia fra me e questo film.

robydick ha detto...

nulla di male... i gusti non si discutono mai, frase ovvia.

una cosa è sicura di questo film: non puoi dare alla fine della visione dei giudizi "intermedi", è estremo nel suo genere. una specie di "monologo muto". col personaggio di Piccoli occorre cercare una sintonia telepatica, diciamo così.