mercoledì 23 novembre 2011

800 balas - Alex de la Iglesia (2002)

(Id.)

Visto in Dvx, in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Un ragazzo, orfano di padre e oppresso da madre e nonna scopre di avere ancora il nonno in vita. Lo cerca e lo trova in un villaggio del west ricostruito utilizzato negli anni ’70 come set degli spaghetti western. Li il nonno fa spettacoli per i turisti, ma una volta ero lo stuntman ufficiale di Clint Eastwood. Quando la madre del ragazzo scopre dov’è finito, per vendicarsi decide di distruggere il villaggio per farci… un qualcosa che non ho ben capito (è a capo di una ditta). I figuranti decidono di chiudersi nel villaggio e resistere con le armi contro le ruspe. E qui il film diventa veramente un western a tutti gli effetti con le dinamiche che prima sono state raccontante che si innescano ad una ad una fino al duello finale.

De la Iglesia passa di genere in genere e stavolta tocca il western e lo fa nel migliore dei modi. Non si accontenta di realizzare un film citazionista nelle scene, no, lui dichiara chi vuole imitare, fa i nome ed i cognomi, racconta quello che c’è stato e poi porta la storia a dover per forza diventare identica ad uno spaghetti western, imitandone anche alcune scene (la sequenza del ragazzo sotto le travi presa da Per un pugno di dollari), ma de la Iglesia ci è arrivato alla citazione, l’ha cercata e se l’è meritata. Non cita per mancanza di idee, ma per motivi di regia. Bravo…

Complessivamente poi il film è divertente e abbastanza movimentato, con la regia classica dello spagnolo… però manca completamente il classico cinismo delle opere precedenti e successive. I personaggi non sono brutti sporchi e cattivi come al solito, si limitano ad essere solo brutti e sporchi, ma sotto sotto sono degli eroi tout court, senza macchia e senza colpa. Il film intrattiene da dio, ma manca quel lato negativo dei protagonisti che rendono i film di de la Iglesia qualcosa di originale e di unico.

Buffo comunque l'aspetto totemico che ha assunto la figura di Clint Eastwood in ambito westerniano e questo mentre è ancora in vita (non per tirargliela), neppure Marlon Brando... questo film e Rango sono solo gli esempi più recenti.

PS: non sono sicuro che sia del tutto legale la scena in cui la prostituta insegna al bambino a toccare le tette

PPS: le 800 pallottole del titolo sono quelle che vengono comprate per difendere il villaggio del west.

4 commenti:

Roberto RobyDick Rotunno ha detto...

secondo me questo è un Capolavoro, film che adoro! :D

Lakehurst ha detto...

cambiando ambiente, ma non i modi, non potrai non amare El dia de la bestia; se già non l'hai visto.

Christian ha detto...

Un altro esempio del mito che ha avvolto il Clint Eastwood dei western spaghetti è l'omaggio che gli viene fatto nei capitoli 2 e 3 di "Ritorno al futuro"...

Di questo film (che vidi proprio nel 2002) ricordo la simpatica vena dissacratoria, fra omaggio e parodia. Personalmente De la Iglesia mi piace quando si mantiene sul registro della commedia ("Crimen Perfecto"), mentre non amo troppo quando esagera con il grottesco (il recente "Balada triste de trompeta") o gioca a fare il Tarantino ("Perdita Durango").

Lakehurst ha detto...

perfettamente daccordo con te anche se balada triste devo ancora vederlo; de la Iglesia riesce nella commedia perchè tanto il grottesco gli viene spontaneo, quando invece è programmatico diventa eccessivo/kitsch.

detto ciò (shame on me), non ho mai visto Ritorno al futuro 3...