mercoledì 23 settembre 2015

La notte di San Lorenzo - Paolo Taviani, Vittorio Taviani (1982)

(Id.)

Visto in Dvx.

Un paesino toscano sta per essere bombardato; i fascisti invitano la popolazione a riunirsi in chiesa; ma parte degli abitanti vuole andare incontro agli americano che sanno essere in arrivo. Comincia quindi una lunga marcia in mezzo alle campagne con il rischio costante di essere trovati.

Un film sentimentale dal piglio passatista e dal tema apparentemente canonico, ma in realtà guarda la guerra non dal punto della resistenza (il modo in cui in Italia si fanno film sulla WWII), ma dal punto di vista della popolazione normale che, semplicemente, cerca di sopravvivere; con un coro di personaggi che si muovono ognuno con i propri crucci e le proprie ambizioni, tutti rappresentanti senza prendere il sopravvento sugli altri. Il sentimentalismo è spinto, ma riesce a non essere mai fastidioso; anzi è quasi sempre efficace, basandosi su un pietà enorme per i protagonisti e su una poesia fatta di niente (il ragazzo che vede arrivare degli americani che non ci sono, i pensieri e le preghiere contraddittorie mentre si aspetta che saltino in aria le case).

Dal punto di vista tecnico i Taviani fanno quello che possono con una fotografia azzoppata dalla qualità della pellicola dell'epoca. Il lavoro che fanno è però magnifico; singole inquadrature che riescono ad avere un effetto emotivo enorme ben oltre al dettaglio inquadrato (il dettaglio degli orecchi mentre si attendono le esplosioni), carrelli (soprattutto in avvicinamento) e un ottimo uso del montaggio che rende (anche da solo) più dinamiche le scene (si pensi al discorso fatto dall'anziano protagonista nel rifugio); talvolta utilizzano inquadrature fisse, ma caricate di significato trasformando scene semplici in un quadro lirico (come le due mani protese verso la candela accesa). Poi ci sono veri e propri tocchi di genio come la lunga scena nel campo di grano, una serie di sequenze molto belle che rappresentano però un campionario di agnizioni di guerra senza mai essere enfatico o stucchevole (con la scena finale dei troiani che uccidono il fascista che riesce a dare un'aura di fantastico alla vicenda alleggerendo il tono).

Un particolare e bellissimo che utilizza la guerra come ambientazione per muovere dei personaggi; non è un film di guerra, ma un film sugli esseri umani.                           

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