lunedì 27 febbraio 2017

Lo chiamavano Jee Robot - Gabriele Mainetti (2015)

(Id.)

Visto a un cineforum.

Con il dovuto ritardo ho, finalmente, visto il cult di 2 anni fa...
Film fantastico. Partendo da un incipit ben realizzato, ma dall'assunto iniziale idiota, il film si muove in un ambito quasi sconosciuto per il cinema italiano; utilizza gli stilemi amerigani nel migliore dei modi, ma lo fa con il passo, il fiato, gli umori, totalmente nostrani. Direi che è qui il vero valore aggiunto, Mainetti conosce bene il genere e lo sa gestire, ma lo fa con un piglio personale che lo mette in una prospettiva nuova (anche se gli echi di un Sollima, meno secco e più cartoonesco, a mio avviso sono molto evidenti).
Una fotografia pulitissima e impeccabile, una regia al servizio della vicenda che tende ai movimenti di macchina, ma senza eccessivi svolazzi; sbaglia clamorosamente la prima scazzottata, ma nello scontro finale tra i due supereroi riesce a costruire una delle scene action migliore girata in Italia ultimamente sfruttando. Sfrutta benissimo location originali dando un volto diverso a una Roma altrimenti banalmente uguale a sé stessa (anche qui direi che c'è del Sollima).
Il film si allunga troppo in uno scioglimento finale che spezza il terzo tempo classico (bene), ma lo fa con una certa pretenziosità; tuttavia il difetto è uno dei pochi e uno dei meno importanti.
Perfetta invece la costruzione dei personaggi fumettistici all'eccesso e perfettamente calati nel mondo costruito attorno a loro; personaggi sostenuti da un cast buono oltre ogni speranza (quello è lo stesso Marinelli di Virzì?!! Davvero!?!).
Un film insperato, che non è solo "bello perché di solito cose del genere non le facciamo", ma anche perché obiettivamente ben realizzato.

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