lunedì 30 aprile 2018

La corta notte delle bambole di vetro - Aldo Lado (1971)

(Id.)

Visto in Dvx.

Un giornalista americano a Praga cerca di scoprire la verità circa la scomparsa della sua amante; le ricerche lo porteranno alla morgue, ma non sarà morto, lo sembrerà soltanto a causa di una droga.

Particolarissimo thriller all'italiana che, pur con i consueti stilemi diffusisi negli anni '70, cerca una sua personale visione del mondo. Al di là dell'indagine, francamente trattata all'acqua di rose e che in più di un momento rallenta fino all'esaurimento (dello spettatore), ed è questa la pecca maggiore, il film ha la sua forza nel mondo che descrive. Il sistema organizzato che sta dietro a tutta la vicenda, il clima di paranoia diffuso, di un potere più o meno occulto che tutto può riescono (o almeno dovrebbero riuscire) a fare breccia in chiunque, ricordando, in parte il miglior Polanski, in parte anticipando un pò dei complottismi internettiani.
Altra intuizione carina, ma non determinante, è il lungo flashback fatto da un morto; un'idea non definitiva sugli esiti della trama e che avrebbe anche potuto essere accantonata senza colpo ferire, ma che risulta come una gradevole variazione sul tema e che permette un finale inaspettato e teso.
Infine va sottolineato il buon uso della location e la fotografia, non perfetta, ma adeguata.

2 commenti:

Riccardo Giannini ha detto...

E' un film bellissimo. Aldo Lado ci ha lasciato due capolavori, questo e l'ultimo treno della notte. Perde forse un po' di 'magia' quando si svela il mistero, ma poi ci pensa il bellissimo finale, terrificante, a riportarci in alto.

Lakehurst ha detto...

Lado l'ho conosciuto ora grazie alla fama di piccolo cult di questo film. Ora dovrò recuperare altro.