giovedì 15 aprile 2010

I fratelli Dinamite - Nino Pagot, Toni Pagot (1949)

(Id.)

Visto in DVD.

Primo film di animazione italiano e uno dei primo in technicolor.
La storia è l'apposizione di 3 o 4 avventure che questi tre fratelli hanno dovuto affrontare. Il film appare molto discontinuo e raffazzonato, una sorta di patchwork di idee, di soluzioni tecniche, di qualità dell'animazione e addirittura stile del disegno (nelle scene a Venezia i fratelli sono disegnati in maniera più rotonda e dettagliata rispetto a tutte le altre storie). Questo è dovuto alla lentissima lavorazione durata 7 anni, alla continua mancanza di fondi, alle questioni belliche intercorse nel frattempo e, immagino, all'avvicendarsi dei collaboratori dei fratelli Pagot.
Il film è oggettivamente brutto, piuttosto noioso e mal fatto, assolutamente fuori standard oggi, ma credo pure per l'epoca (fu un fiasco al botteghino) dato il gap qualitativo con la Disney.
L'insuccesso può però essere anche dovuto alla vena anarcoiode che pervade tutto il film, in cui succede un pò di tutto, dove neonati si ubriacano di rum, bambini fumano sigari, i tutori (lo zio dei 3 fratelli) sono alcolizzati, dei bambini finiscono all'inferno (dove c'è un diavolo che non smette di prendere a calci sempre lo stesso gatto, chiosando ogni volta "il diavolo non ha pietà")...
Certo, ci sono delle idee e delle intuizioni buone, come la scena del concerto (finchè non arrivano i fratelli) o le pene che infligge il diavolo; ma francamente non mi paiono sufficienti a giustificare un film tanto malfatto.
Da premiare però il tentivo, specie per le difficoltà che devono essere state affrontate.

3 commenti:

Francesco Romani ha detto...

A me è piaciuto. Non l' ho trovato affatto brutto e noioso.

Lakehurst ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lakehurst ha detto...

gusti (e pazienza, dato che io sono facile alla noia) diverse; personalmente trovo che la qualità sia insoddisfacente, più che essere bello è interessante e la libertà d'idee che hanno avuto i Pagot è tutt'ora invidiabile.