lunedì 14 giugno 2010

Idolo infranto - Carol Reed (1948)

(Fallen idol)

Visto in Dvx, in lingua orginale sottotitolato in inglese.

Nell'ambasciata francese a Londra, per un weekend, rimangono solo il figlio dell'amabsciatore, un maggiordomo e la moglie di lui, la governante. Il maggiordomo è l'eroe del bambino, che invece teme e disprezza la donna. Giusto in quei giorni poi, il maggiordomo deve risolvere una crisi con una sua amante creando sotterfugi per ingannare la moglie e non far dire nulla di ciò che vede al bambino. La situazione non durerà a lungo, ovviamente, e nella confusione che si verrà a creare la moglie del maggiordomo muore. Il bambino non vede la scena, ma pensa che sia stato il suo eroe ad ucciderla. Cominciano le indagini, e tutti i personaggi saranno alle preso con i silenzi, le promesse, le bugie e la voglia di raccontare la verità (la propria verità, che non è quella assoluta).
Ironicamente la polizia riuscirà a risolvere correttamente il mistero anche se l'indizio utilizzato sarà falso e anche se l'unico testimone sarà convinto del contrario.
Stupendo film sul rapporto tra realtà e finzione, ma ancora di più sulla soggettività della verità, la trama è talmente ben congegnata da poter essere equiparato a "Rashomon" senza problemi.
Il cast all'altezza mette in evidenza la sorprendete interpretazione del piccolo protagonista, che, oltre a dover recitare (e per un bambino farlo bene non è poco), deve anche destreggiarsi tra 2 lingue.
Reed, oltre che a dirigere ottimamente gli attori, si degna anche di aggiungersi del suo, con le sue classiche inquadrature sghembe, la costruzione particolare delle scene e un gusto per la messa in scena che viene esaltato dalle poche scene d'azione; le sequenze esteticamente più belle sono infatti il gioco a nascondino nella casa (con l'inquietante presenza, mai apertamente mostrata, della governante) e la fuga del bambino di notte.

1 commento:

silvia.papeblog ha detto...

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