Visto in DVD

La regia è sempre contesa fra l’autoriale e l’invisibilità, mobile il giusto, niente svolazzi alla Welles, ma zoom estremi. Più che muoversi la camera si avvicina di continuo al protagonista, le scene sono pensate al dettaglio anche quando non si direbbe… duemila gli esempi da portare perché duemila sono i dettagli che Wilder ha pensato, dall’inquadratura iniziale, a quella nel negozio di liquori, dalla camera che si tuffa nel bicchiere a quella che esce dall’occhio del protagonista, al sistema per contare il numero di whiskey al bar, e che dire della scena in cui Milland cerca la bottiglia nascosta, e mentre se lo chiede ad alta voce in secondo piano risalta il lampadario dove lo spettatore sa essere il nascondiglio.
Questo film entra di diritto in quel periodo d’oro di Wilder in cui semplicemente ha sfornato solo capolavori, o quasi.
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