martedì 14 settembre 2010

Tucker, un uomo e il suo sogno - Francis Ford Coppola (1988)

(Tucker, the man and his dream)

Visto in VHS.

Film coppoliano anni '80, figlio della forte sperimentazione di quegli anni.
La storia è su un self made man con un sogno che porta avanti nonostante i problemi causatigli dalle major del settore; non riuscirà nel suo intento, ma l'apparente sconfitta sarà, in definitiva una vittoria, e la conferma del suo genio... difficile non leggere tonnellate di autoreferenzialità e autoindulgenza.
Il film sembra figlio diretto di "Un sogno lungo un giorno", da cui prende tutto il virtuosismo che può, affogandolo però nell'ambientazione impeccabile e vintage di Storaro, creando quindi un prodotto più digeribile al grande pubblico, più mainstream, anche per l'assoluta americanità della trama...
Il film è sorretto da un cast assolutamente impeccabile, con un Bridges mai così sfavillante.
Complessivamente il film può convincere tutti, ma chi si aspetta un'opera radicale da Coppola può rimanere deluso; in ogni caso rimane un minore.

6 commenti:

Gegio ha detto...

Pensa che per me è venuto prima questo, o Peggy Sue, poi Il padrino e infine Apocalypse now. Sarò un pò ineducato ma lo preferisco all'ultimo film citato. Il padrino sopra tutto comunque...

Lakehurst ha detto...

invece io il padrino, lo rispetto molto, ma non lo considero eccezionale, soprattutto confrontato con apocalipse now. in ogni caso il film migliore di coppola, a mio avviso è Dracula di Bram Stoker, che arriva giusto giusto alla fine della fase sperimentale degli anni 80, quando ormai sapeva cosa voleva fare e come farla fregandosene delle leggi di mercato.

Gegio ha detto...

Io Dracula di Bram Stoker non l'ho mai capito, sarà che la prima volta l'ho affrontato distrattamente, e mi ha tolto certe sorprese, certe tonalità del regista, va tu a sapere... Amo invece follemente Il padrino - parte II.

Lakehurst ha detto...

mah, io l'ho trovato stupendo; l'uso espressionista e simbolico del colore, i continui rimandi a tecniche cinematografiche d'inizio secolo, la libertà assoluta nei movimenti di camera, la rilettura in chiave umana del vampiro (ma fatta con serietà non con velleità adolescenziali), e poi il cast stellare, il trucco perfetto, l'aderenza al testo originale (tranne nel finale)... davvero, un film magnifico.

Gegio ha detto...

Tornerò a vederlo allora, mi è sfuggito veramente tanto. Di sti tempi coi vampiri presenti dappertutto ho preferito evitare.

Lakehurst ha detto...

merita, provaci e vedrai