domenica 24 aprile 2011

L'odio - Mathieu Kassovitz (1995)

(La haine)

Visto in DVD.
Nelle banlieue di Parigi si muove la pigra giornata di 3 ragazzi, figli di immigrati (anche se tecnicamente sono i figli di ex colonizzati, quindi tecnicamente francesi). Dalle 10 di mattina alle 6 della mattina successiva si muovono tra degrado sociale, piccoli sogni di fuga o di gloria (sempre disillusi), riflessi di vite più ricche nel centro città e soprattutto rabbia, e come dice il titolo odio, nei confronti di un sistema che li tiene al margine e che, anzi, li assoggetta. La valvola di sfogo dit tutta questa pressione è nei tafferugli avvenuti il giorno prima in cui una ragazzo è stato picchiato fino al come dalla polizia.

Questo film è talvolta venduto come Il film europeo degli anni ’90… e devo dire che se si accetta “Pulp fiction” come Il film degli anni ’90 (in quanto quintessenza del post moderno, unico movimento degno di nota di quel decennio; e guai a chi dice dogma!), allora non posso che essere d’accordo.

Mamma mia che film! Intanto prevede con una lungimiranza notevole quello che effettivamente succederà 10 anni dopo. Poi va sottolineato come le 3 psicologie dei protagonisti siano ben delineate, come tutte e tre cerchino una via di fuga personale e come tutte e tre si schiantino contro la realtà, notevole anche il lavoro sui comprimari…

Il meglio però sia ha con la regia. Dinamica, circense sempre diversa ogni inquadratura, una serie di scelte estetiche che guardano a Tarantino (al post moderno appunto), ma con una personalità palpabile, fotografato in un bianco e nero perfetto e sottolineato da un’enfasi ben bilanciata e mai pesante.

Un film veramente moderno, veramente realizzato da uno che di cinema ne sa fin troppo senza nessuna sbavatura. Il finale, che non mostra niente, è decisamente violento e perfettamente adatto al mood del film, anche se esplicita direttamente la metafora, ma questo conta poco a fronte di un film cos’ì notevole.

PS: il regista, Kassovitz, è lo stesso che anni dopo realizzerà il pregevole “I fiumi di porpora” ed il terribile “Gothika”… possibile che un uomo dimentichi tutto in dieci anni? Oppure in “Gothika” è solo un prestanome? Oppure è stato rapito e sostituito da un clone?

2 commenti:

robydick ha detto...

giudizio che condivido in toto, comprese le considerazioni finali sul regista.
film eccezionale.

Lakehurst ha detto...

e non ho ancora visto Babylon AD